Buoni fruttiferi postali cointestati: attenti alle clausole

Tra le forme di risparmio più apprezzate vi sono i buoni fruttiferi postali cointestati, si tratta di un particolare titolo che però può avere diverse clausole, cioè può essere con pari facoltà di rimborso o meno e questo incide notevolmente sulla possibilità di riscossione.

Cosa sono i buoni fruttiferi postali cointestati

I buoni fruttiferi cointestati di Poste Italiane sono caratterizzati dalle presenza di diversi intestatari, fino ad un massimo di 4. Gli intestatari devono essere tutti maggiorenni, non è possibile la sottoscrizione di questi buoni da parte di minorenni, e neanche l’intestazione fatta da terzi, ad esempio come regalo. Certamente potrai ricordare che il nonno ti aveva regalato un buoni per la festa della prima comunione e che lo stesso era intestato a te sebbene fossi minorenne. Ciò è del tutto normale, infatti in passato era possibile sottoscrivere dei buoni fruttiferi postali intestandoli a un minore. Ora tale facoltà non esiste più, i buoni che erano stati sottoscritti restano validi e possono essere un vero tesoretto.

Poste Italiane ha creato degli strumenti specifici per i risparmi dei più piccoli. Puoi trovare un sunto nell’articolo: Buoni fruttiferi postali per minori: sono convenienti?

Fatta questa prima premessa viediamo cosa succede nel caso in cui i buoni fruttiferi postali siano cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso o senza.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali con pari facoltà di rimborso

I buoni fruttiferi postali con pari facoltà di rimborso possono essere riscossi per intero in qualunque momento da ciascuno dei cointestatari. Il caso tipo è quello di due coniugi che decidono di cointestare il buono, oppure di un genitore e un figlio, un genitore e più figli. Naturalmente la cointestazione può avvenire anche tra soggetti non legati da vincolo di parentela. In tutti questi casi qualunque soggetto che risulti titolare potrà “a vista” richiedere il rimborso senza previo consenso dell’altro e senza che l’altro si presenti all’ufficio postale. Per poter procedere gli basterà avere il Titolo il mano.

I vantaggi della clausola PFR

Questa tipologia di buono è molto scelto nelle famiglie perché in caso di difficoltà, ad esempio se uno dei coniugi è in ospedale e c’è bisogno di prelevare dei risparmi, può tranquillamente l’altro coniuge cointestatario riscuotere senza problemi.

I rischi della clausola PFR

Possono però verificarsi dei casi limite, cioè un coniuge che prima di chiedere la separazione, o comunque in qualunque momento, decida di prelevare i risparmi comuni senza farlo sapere all’altro, oppure il figlio che dilapidi i risparmi della famiglia. Si tratta di pro e contro da valutare prima della sottoscrizione dei Titoli.

Buoni cointestati PFR:  cosa succede in caso di morte

I buoni cointestati con pari facoltà di rimborso possono essere riscossi anche dal cointestatario sopravvissuto, quindi in caso di morte dell’altro titolare. In realtà Poste Italiane in molti casi ha preferito non rimborsare il buono cointestato ritenendo invece più opportuno che fosse prima aperta la successione con i coeredi del defunto. I tribunali non sono però d’accordo con tale tesi.

Per saperne di più sul destino dei buoni fruttiferi cointestati con pari facoltà di rimborso in caso di morte di uno degli intestatari, leggi l’articolo: Buoni fruttiferi postali cointestati: cosa succede in caso di morte.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali cointestati senza PFR

Molto diverso è il caso dei buoni fruttiferi cointestati, ma senza la clausola della pari facoltà di rimborso. Se sottoscritti, i buoni possono essere riscossi, ma solo con il consenso di tutti gli intestatari che devono quindi recarsi presso un ufficio di Poste Italiane per riscuotere. In questo caso al verificarsi della morte di uno dei titolari, le sue veci saranno fatte dagli eredi di costui.

Come riconoscere se un Buono cointestato è con pari facoltà di rimborso?

La clausola della pari facoltà di rimborso deve essere inserita, o esclusa, al momento della riscossione, successivamente non sarà possibile modificare tale scelta. L’unica possibilità per chi cambia idea è riscuotere il buono e investire i proventi in altra forma.

Occorre ricordare anche che non è prevista l’imposta di successione sui buoni fruttiferi postali, mentre si applica sugli interessi l’aliquota del 12,50% .

Hai dei buoni e non ricordi se al momento della sottoscrizione hai optato per la pari facoltà di rimborso? In questo caso scoprirlo è molto semplice, infatti nei buoni con tale clausola è presente la sigla PFR.

Nadia Pascale

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