Le auto che possono fa scattare le verifiche dell’Agenzia delle Entrate

Quali sono le aliquote e la base imponibile per le ritenute a titolo di acconto e di imposta
Quali sono le aliquote e la base imponibile per le ritenute a titolo di acconto e di imposta

L’Agenzia delle Entrate da quando sono entrate in funzioni le banche dati, gli incroci, il redditometro, lo spesometro e perfino il risparmiometro, ha mano libera nel poter quasi “vivisezionare” dal punto di vista fiscale un contribuente.

Esiste un paniere dei beni che possono portare a ricevere un controllo fiscale. Infatti la regola, non scritta ma insita nelle nuove procedure, è che un contribuente deve avere spese, risparmi e redditi coincidenti.

Sarà una cosa che fa storcere il naso, ma con la tolleranza zero contro l’evasione fiscale, vera o presunta, i contribuenti ormai non possono più disporre liberamente del proprio denaro. Tutto deve essere collegato ed in linea. Così alcuni gesti che prima erano effettuati senza problemi e quasi di inerzia, come il semplice prelievo di danaro da un bancomat, può essere pericoloso dal punto di vista dei controlli da parte del nostro Fisco.

Per quanto detto, è assai facile immaginare come il comperare una auto possa far scattare i controlli del fisco, soprattutto se si tratta di un a auto costosa o di fascia alta. Ma non c’è solo l’acquisto a finire sotto osservazione, perché si guarda eventualmente al superbollo ma anche alle spese ordinarie di manutenzione e gestione del veicolo.

Fisco e  auto: cosa succede in sede di verifica

Nel settore delle auto, quelle di potenza superiore a 185 kW o 251 CV, sono assoggettate al Superbollo. Quando si acquista una auto di questo genere, oltre a mettere in preventivo una spesa ingente per l’acquisto stesso, occorre mettere in conto una serie di spese aggiuntive. Parliamo per esempio del Superbollo. Ma anche delle maggiori spese di manutenzione e gestione che una auto del genere prevede rispetto ad una auto “normale”.

Va ricordato che un contribuente può finire sotto la lente di ingrandimento del Fisco se tra uscite ed entrate si supera la fatidica soglia del 20%. Immaginare un contribuente che guadagna 20.000 euro all’anno, comperare una Supercar da 100.000 euro è strano sia nella vita normale, figuriamoci per il Fisco.

L’Agenzia delle Entrate infatti, avendo accesso alle banche dati anche della Motorizzazione, ha facoltà di andare a verificare le auto possedute. E se soggette a Superbollo, queste causano quasi per automatico, il controllo del Fisco atto a verificare se il proprietario effettivamente ha redditi in linea con quelli che servirebbero per poter comperare e mantenere un veicolo di questo genere.

Controlli su auto, le regole dei Agenzia delle Entrate

Se il controllo scattasse solo sull’acquisto, il problema sarebbe meno grave. Una donazione di un parente, oppure i risparmi di una vita. Le giustificazioni ad un acquisto potrebbero essere molteplici e tutte perfettamente attendibili. Ma come detto, non conta solo l’acquisto. Una auto di un certo livello prevede spese di gestione elevate. Basti pensare all’assicurazione nettamente più costosa di una auto “semplice”.

Del Superbollo abbiamo già detto. Ma occorre fare i conti con cambio gomme, tagliandi, manutenzione ordinaria e straordinaria che diventano spese esorbitanti . Anche queste finiscono con il fare accendere al Fisco la luce rossa di allarme se la corrispondenza con i redditi dichiarati e le spese sostenute siano sfalsata a vantaggio delle spese.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.