Le nuove regole per il reddito di cittadinanza: cosa cambia per i percettori

nuove regole per il reddito di cittadinanza
prendono il via le nuove regole per il reddito di cittadinanza, maggiori controlli e decalage

I percettori del Reddito di Cittadinanza (RdC) devono abituarsi a nuove regole, piccoli ritocchi intervenuti con la legge di bilancio 2022 che inserisce dei correttivi volti a evitare che i furbetti del reddito di cittadinanza possano continuare a percepirlo senza averne diritto.

Rifinanziato il Reddito di Cittadinanza per il 2022

Per i detrattori di questa discussa  misura di sostegno ci sono cattive notizie, infatti, nonostante siano stati scoperti numerosi illeciti, viene confermato anche per il 2022 e viene confermato anche l’importo complessivo, infatti il fondo anche per il 2022 sarà di 8,6 miliardi di euro (un miliardo di finanziamenti aggiuntivi), questo anche per far fronte al numero crescente di richieste, sintomo che la ripresa economica cammina in modo non equo per i vari settori e gradi di istruzione.

Nuove regole per il Reddito di Cittadinanza: maggior controlli al momento della richiesta

Naturalmente la scoperta di numerosi furbetti ha richiesto l’applicazione di correttivi e gli stessi sono di diversa natura. I primi cambiamenti si hanno al momento della richiesta, infatti sono stati rafforzati i controlli.

Le legge di bilancio 2022, in attesa di una convenzione tra l’INPS, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero della Giustizia per lo scambio integrale dei dati riguardanti la posizione economica e patrimoniale (mobiliare e immobiliare, tra cui beni detenuti all’estero), l’INPS deve trasmettere al Ministero della Giustizia l’elenco del percettori del Reddito di Cittadinanza in modo da verificare se costoro negli ultimi 10 anni risultino condannati con sentenza passata in giudicato per un reato connesso alla percezione del reddito stesso, in particolare abbiano presentato false attestazioni, dichiarazioni e documenti falsi oppure, abbiano omesso la comunicazione inerente una modifica delle condizioni economiche che di fatto avrebbe portato a una revisione del reddito di cittadinanza o alla sua revoca ( articolo 7 decreto legge 4 del 2019 convertito con legge 26 del 2019).

Cosa succede in caso di rifiuto di offerte di lavoro

Oltre ai maggiori controlli sono previste anche delle “sanzioni” per coloro che rifiutano una congrua offerta di lavoro.

La legge di bilancio 2022 prevede che a seguito del primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, dal mese successivo vi è una riduzione dell’importo del Reddito di Cittadinanza percepito di 5 euro ogni mese. Si tratta quindi di una riduzione progressiva degli importi anche chiamata decalage.

La riduzione quindi va a intaccare l’ammontare percepito solo per i lavoratori occupabili, mentre per coloro che non sono occupabili non vi sono modifiche. Non è prevista la riduzione anche nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti:

  • minori di tre anni;
  • persone non autosufficienti;
  • soggetti con disabilità grave.

Un altro limite alla riduzione è rappresentato dal totale percepito, infatti non sarà possibile ridurre l’importo erogato in favore di coloro che percepiscono fino a 300 euro. L’importo non potrà quindi mai scendere sotto i 300 euro.

Nel caso in cui il percettore rifiuti due offerte di lavoro congrue, vi è invece la sospensione del reddito di cittadinanza (in passato erano 3 offerte).

L’insieme di queste misure si inserisce all’interno del programma GOL, Garanzia Occupabilità Lavoratori, che prevede, tra le altre misure, anche il potenziamento dei Centri per l’Impiego.

Per saperne di più delle diverse iniziative presenti all’interno del programma GOL, leggi l’articolo: Cos’è il programma GOL: Garanzia Occupabilità Lavoratori

Nuove regole del Reddito di Cittadinanza: al Centro per l’Impiego almeno una volta al mese

Piccoli cambiamenti ci sono anche per quanto riguarda il Patti per il lavoro e per l’inclusione sociale, infatti questi devono obbligatoriamente prevedere la somministrazione di corsi di formazione e la partecipazione a colloqui di lavoro in presenza. In questa ottica si perde il diritto al reddito di cittadinanza anche nel caso in cui non ci si presenti (se non per giustificato motivo) almeno con cadenza mensile al Centro per l’Impiego di riferimento.

Cambia la proposta di lavoro congrua

L’ultima novità riguarda il concetto di “proposta di lavoro congrua” infatti deve intendersi un’offerta anche con contratto a tempo determinato, part time, lavoro in somministrazione con un contratto di almeno 3 mesi e fino a 80 km di distanza (prima erano 100 km), resta invece il requisito della raggiungibilità con mezzi pubblici in 100 minuti. Infine, se il contratto offerto è stabile non sono previsti limiti territoriali, quindi deve essere accettata anche una proposta di lavoro a una distanza superiore di 80 km.

Le seconda proposta di lavoro deve essere accettata ovunque si trovi per non avere la sospensione del posto di lavoro (se il contratto proposto è a tempo indeterminato).

Il ruolo dei Comuni e delle agenzie per il lavoro

Nel caso in cui il percettore di Reddito di Cittadinanza inizi una sua attività (autoimprenditorialità, lavoro autonomo, attività di impresa, partecipazione in società) la comunicazione all’INPS non deve più essere fatta entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività, ma già dal giorno precedente all’inizio dell’attività.

Con le nuove regole per il Reddito di Cittadinanza vi sono nuovo impegni anche per i Comuni, questi infatti sono tenuti a impegnare almeno 1/3 dei percettori  in progetti utili alla collettività.

Tra i soggetti coinvolti vi sono anche le agenzie per il lavoro che possono svolgere attività di mediazione in favore dei percettori di RdC con l’obbligo di comunicare subito, e non oltre entro 5 giorni, all’ANPAL e al centro per l’impiego il rifiuto di un’offerta congrua.