5 motivi per tenere i soldi in casa

Conviene tenere i soldi in casa, piuttosto che su un conto corrente? Vediamo quali possono essere 5 validi motivi per tenere i propri soldi in casa, anziché affidarli ad un conto corrente, nella nostra guida.

Tenere soldi in casa è legale?

Partiamo col dire, innanzitutto, che possedere soldi, in grosse somme contanti, nella propria casa è legale. Non vi è infatti alcun limite di denaro da poter tenere nella propria abitazione, siano essi custoditi in una cassaforte, siano tenuti sotto al canonico materasso.

Ma quali possono essere i vantaggi di tenere grosse somme di denaro, in contanti, nella propria casa, anziché affidarsi ad un istituto di credito, come la banca o l’ufficio postale? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

5 motivi per tenere i soldi in casa

Le acque dell’economia sono sempre agitate ed in tempi di crisi economica, post-pandemia, possono esserlo ancora di più. Quindi avere denaro contante in casa può essere una manna dal cielo, in tempi di magra.

Vediamo quindi 5 validi motivi per tenere i soldi a casa invece che sul conto bancario o postale. Prima di tutto bisogna riflettere sulla curiosa circostanza secondo la quale “I soldi non sono più tuoi se lasciati sul conto corrente bancario o postale”.

– Fallimento della banca

Qualche tempo fa, quando una banca entrava in crisi, lo Stato interveniva per tutelare i correntisti attraverso un fondo pubblico costituito con i soldi dei contribuenti.

Ma, oggi giorno, questa garanzia non vi è più, infatti è l’istituto di credito a dover ripianare i debiti attingendo dalle proprie risorse.

A farne le spese di tale pericolo sono innanzitutto gli azionisti, gli investitori, gli obbligazionisti e i risparmiatori.

La legge, a tal proposito, prevede un ordine gerarchico “di rischio”, dove i primi della lista sono coloro che perderanno subito i soldi.

Stando al passo di tale ordine troviamo in cima gli azionisti, poi i detentori di altri titoli di capitale, successivamente gli altri creditori subordinati, i creditori chirografari e quindi le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di depositi per l’importo eccedente i 100.000 euro.

Morale della favola: sempre consigliabile tenere un saldo inferiore ai 100.000 euro sul conto bancario.

– Pignoramento del Fisco

Un altro motivo per cui è meglio tenere i soldi in casa è la non tracciabilità degli stessi.

In caso di indebitamento, il conto corrente può subire l’intervento dell’Agenzia delle Entrate e quindi il pignoramento. In pratica, il vostro conto corrente diviene inutilizzabile e le somme dilazionate dall’Agenzia stessa che tratterrà il dovuto, periodicamente per estinguere il debito.

– Inflazione

Da un po’ di tempo alcune banche hanno Iniziato ad applicare tassi negativi sui conti correnti, ovvero ai propri clienti chiedono di pagare la giacenza della liquidità. In pratica, il risparmiatore paga la banca per tenergli i soldi.

Considerando che l’inflazione a novembre 2021 è del 3,7% e i rendimenti sulla liquidità sono addirittura negativi, in 10 anni il calcolo è quello di perdere più del 30% del tuo potere d’acquisto.

Ciò significa che, lasciando i soldi sul conto corrente, poiché non ci sono rendimenti sulla liquidità, si subisce una perdita di potere d’acquisto: per fare un rapido esempio, 1.000 euro depositati oggi in banca, tra un anno permetteranno di comprare meno beni e servizi perché il livello dei prezzi nel frattempo è aumentato.

– Patrimoniale e crisi economica

In caso di crisi economica di un paese – e in Italia ci si è abbastanza in linea d’aria – vi è la cosiddetta tassa patrimoniale.

Nel mai troppo lontano luglio del 1992 il governo Amato impose, tra la notte ed il giorno, un prelievo straordinario dai conti correnti degli italiani pari al 6 per mille (la cosiddetta «tassa patrimoniale»), in caso di crisi statale.

Quindi, in caso eccezionale, vi potreste veder sottratta una somma corposa per la cosiddetta tassa. Nello specifico, l’ imposta patrimoniale colpisce il patrimonio mobiliare (obbligazioni, fondi, azioni, denaro, valori preziosi) e immobiliare (abitazioni, capannoni, magazzini, studi professionali, ecc) del contribuente, sia esso persona fisica che giuridica (ditte individuali, società di persone e di capitali, cooperative, ecc).

– Imposte fiscali

In ultimo ma non ultimo, va tenuto conto delle imposte fiscali.

Al momento attuale, un conto corrente con una giacenza media annua inferiore a 5.000 euro gode di un più favorevole trattamento fiscale: per essi infatti non si deve pagare l’imposta di bollo.

Ma la musica cambia per chi ha un conto con giacenza di 5.000 euro in su in media, andando a pagare circa 34,2 euro, circa il 7 per mille.

Questo dunque è quanto vi è da sapere in merito ai 5 motivi per cui potrebbe essere molto meglio tenere i propri soldi in contanti in casa.

Davide Scorsese

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