Bonus decontribuzione Sud Italia, la guida completa

Il bonus decontribuzione Sud Italia, riguarda è stato prorogato fino a giugno 2022. Ecco la guida e le istruzioni per le imprese.

Bonus decontribuzioni Sud Italia, lo scopo dello sgravio

Lo scopo del bonus decontribuzioni nasce per facilitare l’assunzione in alcune regioni d’Italia. Mira a cercare di appoggiare le imprese affinché possano assumere nuovo personale all’interno delle loro aziende site nel sud Italia. Tuttavia si tratta di un beneficio che somma insieme sgravi per l‘assunzione di giovani e donne, a seguito della recente autorizzazione europea per la concessione di aiuti di stato destinati ai datori di lavoro.

Infatti a fruizioni della Decontribuzione Sud è considerata solo per lavoratori che prestano la loro attività nelle seguenti regioni italiane:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Del resto si tratta di tutte le regioni che compongono il sud della penisola Italiana. E non a caso sono le regioni in cui il tasso occupazionale è più basso rispetto al resto della Nazione.

In cosa consiste il bonus decontribuzione Sud Italia?

Il bonus decontribuzione Sud Italia non è che un incentivo che corrisponde ad una riduzione dal 30% al 10% sul totale dei contributi previdenziali che l’azienda deve versare. Possiamo così riassumere il quadro degli esoneri:

  • 30% della contribuzione previdenziale gravante sul datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% della contribuzione previdenziale gravante sul datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2028 e 2029.

Ecco quindi fare parecchia attenzione al calcolo delle percentuali sull’ammontare della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro.

Bonus decontribuzione per quali aziende spetta?

Secondo quanto stabilito dall’Inps (messaggio n.403 del 26/01/2022) il bonus decontribuzione prevede un esonero dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’INAIL. Inoltre la decontribuzione Sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro emergenziale. Infatti i parametri di riferimento prevede che i contributi siano:

  • importi compresi tra 1.800.000 euro e 270.000 euro per impresa operante nel settore della pesca dell’acquacoltura;
  • concessi entro il 31 dicembre;
  • imprese non in difficoltà prima del 31 dicembre 2019;
  • concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Alcune precisazioni finali sul bonus decontribuzione Sud Italia

A questo punto occorre precisa che l’approvazione di tali contributi spetta sempre alla Commissione europea. Quest’ultima con la sesta modifica, ha innalzato il massimale di erogazione degli aiuti temporanei a:

  • 290.ooo euro per le imprese operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli;
  • 345.000 euro per le imprese operanti nel settore dall’acquacoltura e pesca;
  • 2.3 milioni di euro per le imprese operanti in altri settori.

Infine sono misure importanti per incentivare le assunzioni sia di donne che di giovani, che sono le due categorie più in difficoltà nella ricerca e nel trovare un lavoro stabile. Soprattutto un problema per i giovani che non possono così avere una base su cui fondare una famiglia, un altro grande problema in Italia.

Francesca Cavaleri

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