Fattura riepilogativa: come funziona e quando è il caso di usarla

costi per la fatturazione elettronica dei forfettari

Se un soggetto è fiscalmente passivo di IVA è obbligato non solo ad emettere il documento contabile che attesti cessione di beni o servizio, ma anche a registrarlo nei registri IVA. In alcuni casi, però, gli importi della singola fattura non superano una determinata somma ed in questo caso è possibile emettere un documento riepilogativo del mese. Ma come si fa una fattura riepilogativa e quando può essere utilizzata?

L’annotazione cumulativa è una misura volta a semplificare la contabilità e rende, di fatto, la gestione ed il controllo delle fatture più facile. Ma per redigere una fattura cumulativa è necessario soddisfare alcuni criteri specifici per evitare di incorrere in errori che rendano il documento contabile non valido.

Fattura riepilogativa, cos’è?

Con il documento riepilogativo è, quindi, possibile registrare una sola volta più fatture emesse nel corso dello stesse mese riguardanti operazioni diverse. La normativa prevede [1] che si possa registrare un solo documento riepilogativo per le fatture che abbiano un importo inferiore a 154,94 euro. Il Decreto Sviluppo del 2011, poi, ha innalzato il limite per l’utilizzo del documento di riepilogo a 300 euro.

Al posto di emettere, quindi, singole fatture per ogni conto, è possibile per importi fino a 300 euro, riepilogare beni o servizi differenti in un unico documento cumulativo. C’è un reale vantaggio nello stendere un documento riepilogativo da registrare al posto delle singole fatture? E quali sono le regole che si devono rispettare nella stesura della fattura riepilogativa?

Documento cumulativo delle fatture emesse, come si procede?

Da premettere fin da subito che anche se le fatture hanno importi modesti, non è obbligatorio stendere un documento riepilogativo e dovrà essere fatto solo qualora lo si ritiene opportuno (se consente una reale semplificazione nella gestione dei documenti contabili).

Le singole fatture, ovviamente, vanno in ogni caso emesse. Cosa bisogna indicare nella redazione dell’annotazione cumulativa? Nel documento di riepilogo vanno indicati:

  • i numeri delle fatture emesse interessate dal riepilogo
  • per ogni aliquota il totale complessivo dell’imponibile delle operazioni ed il totale complessivo dell’imposta.

I dati del cliente o del fornitore cui è intestata la singola fattura non sono obbligatoriamente da inserire, ma per avere un documento riepilogativo più chiaro si consiglia di aggiungerli.

Il documento riepilogativo delle fatture emesse, quindi, cumula diverse fatture emesse nel corso del mese e deve essere annotato sui registri IVA, al posto delle singole fatture, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione delle fatture.  Il documento cumulativo rientra nella liquidazione IVA del mese in cui sono state emesse le fatture.

Annotazione cumulativa fatture ricevute, come si redige?

Per redigere il documento riepilogativo della fatture ricevute la procedura è leggermente diversa poichè la fattura cumulativa deve contenere:

  • per ogni fattura ricevuta i numeri di protocollo, stabiliti dal destinatario;
  • per ogni aliquota il totale complessivo dell’imponibile delle operazioni ed il totale complessivo dell’imposta.

Come sopra, poi, inserire i dati del cliente fornitore non è obbligatorio ma solo consigliato.

Quello che cambia nel documento riepilogativo delle fatture ricevute, ovvero quelle di acquisto, è che possono contenere anche operazioni di mesi diversi e non necessariamente quelle dello stesso meso. Quando deve essere registrata l’annotazione? La registrazione è autonoma prima dell’effettuazione della liquidazione mensile o trimestrale nella quale si sottrae l’IVA che fa riferimento alle fatture contenute nel documento cumulativo.

Perchè non sempre si ricorre alla fattura riepilogativa?

In alcuni casi ricorrere alla fattura riepilogativa invece che semplificare la contabilità, la complica. Come, ad esempio, nel caso di fatture già incassare e quelle non ancora saldare o quando, invece, è necessario diversificare  i diversi costi. L’ostacolo più grande che la fattura riepilogativa comporta, infatti, è al momento della dichiarazione dei redditi quando è necessario distinguere i differenti costi e non ci si riesce perchè mancano, sulla cumulativa, i dettagli analitici.

La normativa, infatti, richiede che le registrazioni sul libro giornale, obbligatorio per gli imprenditori commerciali,  siano iscritti tutti i pagamenti in denaro contante in entrata e in uscita per fare in modo che sia possibile risalire chiaramente a tutte le transazione con pagamento diverso dal quello elettronico.

Anche se, quindi, si decide di procedere all’emissione di una fattura riepilogativa è necessario registrare sul libro giornale singolarmente le indicazioni di acquisti, vendite, incassi, pagamenti, debiti e crediti indicando anche l’anagrafica di ogni fornitore o clienti.

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Informazioni su Patrizia Del Pidio 16 Articoli
Giornalista pubblicista dal 2017 da lungo tempo si occupa dell'informazione in ambito fiscale e previdenziale sul web. E' stata direttore responsabile per la testata online Investireoggi.it e collabora da quasi un decennio con la testata online Orizzontescuola.it.