Assegno Unico: le richieste più bizzarre al vaglio del nucleo antifrode

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Ulteriori chiarimenti dall'INPS sull'Assegno Unico

In questi giorni hanno preso il via gli accrediti per l’Assegno Unico, ma si sa che gli italiani quando c’è una novità scatenano la fantasia e quindi i controlli dell’INPS sono abbastanza serrati. Come affermato in un’intervista al Sole24Ore rilasciata da Maria Sciarrino, Direttore centrale Inclusione e Invalidità civile dell’Inps, ci sono circa 18.000, per ora, domande che risultano non accolte. Si stanno vagliando le varie posizioni anche con l’aiuto del nucleo antifrode. Ma quali sono i motivi e gli errori alla base di questi mancati accoglimenti?

Nucleo antifrode indaga sulle richieste più strane per l’Assegno Unico

Il Direttore Maria Sciarrino ha precisato che questa settimana sarà reso operativo il nucleo antifrode. Le richieste più bizzarre per l’assegno unico che sono arrivate all’INPS, in realtà hanno odore proprio di frode e per questo motivo su 18.000 richieste saranno eseguiti controlli serrati. Si tratta di casi molto particolari. Ad esempio una famiglia ha presentato la richiesta di assegno unico per 17 figli. In realtà per un nucleo così composto ci si aspetterebbe un reddito ISEE non particolarmente elevato e proprio per questo per ricevere importi maggiori sarebbe stato opportuno presentare tale dichiarazione. Il fatto che essa manchi potrebbe nascondere una inesistenza del nucleo così formato e di conseguenza una impossibilità di presentare l’ISEE. Un’altra anomalia è rappresentata dalla richiesta per un nucleo famigliare composto da 10 figli dai cui codici fiscali emerge però una residenza anagrafica diversa.

Altre richieste che saranno al vaglio del nucleo antifrode riguardano ad esempio un centinaio di nuclei familiari che hanno dichiarato tutti la stessa residenza.

Il 98% delle richieste è già stato messo in pagamento

Per quanto riguarda invece i pagamenti effettuati già dall’INPS, il direttore Maria Sciarrino sottolinea che al 4 marzo l’INPS ha ricevuto 3 milioni di domande per un totale di 5 milioni di figli. Sono state messe in pagamento il 98% delle domande. Solo per una piccola quota delle stesse è stato necessario integrare l’istruttoria, cioè 200 mila domande. Sono invece rimaste per ora senza pagamento 18.000 richieste che come sottolineato saranno sottoposte al vaglio del nucleo antifrode. Lo stesso opererà attraverso l’incrocio di 12 banche dati. Naturalmente saranno possibili anche richieste di chiarimenti alle famiglie.

Il Direttore Maria Sciarrino ha anche sottolineato che si sta ponendo particolare attenzione alle richieste di assegno ripartito laddove dovesse emergere che in realtà vi è una sentenza che dispone l’attribuzione degli aiuti a uno solo dei genitori. L’INPS infatti non può essere a conoscenza di tali fatti e di conseguenza in tal caso presso gli uffici territoriali può essere presentata la sentenza stessa di attribuzione per evitare che l’altro genitore modifichi la domanda del primo e si veda attribuito il 50% dell’assegno unico.

Per chi non ha ancora presentato la domanda, ricordiamo che entro il 30 giugno è possibile inoltrare la richiesta e ottenere anche gli arretrati dal mese di marzo 2022. In ogni caso l’erogazione avviene nel mese successivo rispetto a quello in cui si presenta la domanda. Per presentarla non è necessario avere l’ISEE, in questo caso sono erogati gli importi minimi, ma fino al 30 giugno è possibile modificare la domanda già presentata e ottenere gli arretrati per le maggiori somme spettanti.

Per maggior informazioni sull’Assegno Unico, leggi le guide:

Online il sito per l’Assegno Unico: le Faq più importanti e casistiche

Assegno Unico: attenzione agli errori nella compilazione della domanda