Chi è vicino a maturare i requisiti pensionistici, ma ha perso il lavoro o semplicemente è disoccupato, ha i requisiti per accedere alla pensione, ma vuole incrementare l’importo del futuro assegno, può versare i contributi volontari. Molti si chiedono: quanto costano i contributi volontari? Vedremo ora il costo per il 2022 in base alle varie categorie di lavoratori.
Affinché un lavoratore possa versare contributi volontari è necessario che ci siano dei presupposti. In primo luogo è necessario avere versato almeno 5 anni di contributi, pari a 260 contributi settimanali o 60 contributi mensili. Inoltre occorre aver versato almeno 3 anni di contributi negli utili 5 anni. La contribuzione volontaria è utile a coprire buchi, ma sia chiaro, non si possono versare contributi per gli anni passati. Cioè se Tizio, ad esempio nel 2010, non ha versato i contributi, oppure ha perso alcune settimane o mesi, oggi non può decidere di versare i contributi a copertura di quel periodo.
La copertura può riguardare periodi in cui non sono stati versati fino ad un periodo antecedente rispetto a quello della domanda massimo di sei mesi. Quindi oggi si può proporre la domanda a copertura anche dei sei mesi precedenti. Non si può andare oltre. Per poter pagare i contributi volontari INPS è inoltre necessario non avere un rapporto di lavoro in corso e non essere titolari di una pensione diretta.
Il costo dei contributi volontari INPS 2022 è stato reso noto con la circolare INPS 24 dell’11 febbraio 2022. L’aliquota contributiva per lavoratori ( non lavoratori agricoli) che hanno ottenuto l’autorizzazione a versare contributi volontari dopo il 31 dicembre 1995, è del 33%. Questa aliquota viene applicata sulla retribuzione minima settimanale aggiornata in base ai dati Istat sull’inflazione. Per il 2022 è previsto l’importo di retribuzione minima settimanale di 210,15 euro, naturalmente ciò deve essere moltiplicato per 52 settimane, cioè quanto è necessario maturare per avere un anno di contributi INPS. Si tratta quindi di un importo minimo di reddito di 10.927,80 su questa deve essere applicata l’aliquota del 33%. Il risultato è 3.606, 174 euro.
Questa aliquota oltre ad essere applicata ai lavoratori iscritta all’INPS, si applica anche agli iscritti delle gestioni:
L’aliquota viene aumentata di un punto percentuale nel caso in cui i redditi dichiarati da coloro che vogliono versare contributi volontari è pari o superiore a 48.279,00 euro.
L’aliquota vista scende per coloro che hanno fatto domanda di versare i contributi volontari e sono stati autorizzati con decorrenza antecedente al 1° gennaio 1996. In questo caso l’aliquota è del 27,87%.
I contributi volontari INPS 2022 hanno un’aliquota leggermente più bassa per alcune categorie di lavoratori, infatti per i dipendenti del settore sanità e degli enti locali, per i lavoratori del settore servizi postali, telegrafici, telefonici, la stessa è fissata al 32,65%.
Il calcolo è diverso per i titolari di partita IVA che versano, o hanno versato, i contributi in qualità di commercianti o artigiani. In questo caso si parte dal reddito medio degli ultimi 36 mesi di attività e si applica un’aliquota diversa in base alla categoria. La stessa è del:
Per gli iscritti alla Gestione Separata INPS il minimale su cui viene calcolato l’importo dei contributi volontari INPS è di 16.243 euro e su questo importo viene applicata un’aliquota del 25% per i professionisti senza cassa obbligatoria e del 33% per i collaboratori a progetto e altri professionisti. Di conseguenza per i primi un anno di contributi volontari costa 4.060,75 euro mentre per i secondi 5.360,28 euro .
Deve essere ricordato che i contributi volontari INPS una volta versati non possono essere recuperati. Proprio per questo prima di presentare al domanda è bene calcolare in modo attento se è davvero necessario e utile versarli.
Per informazioni sulle rare ipotesi in cui è possibile ottenere la restituzione dei contributi versati, leggi l’articolo: Contributi volontari INPS: si può chiedere la restituzione?
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