Reddito di cittadinanza non pagato a febbraio 2022, perché e come fare

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Numerose le segnalazioni di utenti beneficiari del reddito di cittadinanza che non hanno ricevuto il sussidio in questo mese di febbraio. Le ricariche sono partite dal 25 febbraio, cioè pure in anticipo rispetto al solito. Ciò che stride però è che non tutti lo hanno ricevuto. E ancora oggi primo marzo, sono tanti i lettori che chiedono spiegazioni.

La prima cosa da ribadire è che le motivazioni di queste mancate ricariche possono essere molteplici. Ogni caso è diverso dall’altro. Ma vediamo insieme di approfondire l’argomento andando a sottolineare quali potrebbero essere queste cause scatenanti di queste problematiche che hanno portato alla mancata erogazione del sussidio.

Reddito di cittadinanza non pagato a febbraio 2022

Il flusso dei pagamenti del reddito di cittadinanza è partito come prassi anche per il mese di febbraio. Ma non sono poche le famiglie ed i singoli che lamentano la mancata erogazione della mensilità spettante. Essendo il sussidio una entrata fondamentale per tutte le famiglie che ne beneficiano (al netto dei cosiddetti furbetti), evidente che la situazione non è certo rosea per chi non ha ricevuto nulla.

Il mese di febbraio è quello più delicato in materia di reddito di cittadinanza. Questo è il primo fattore da considerare. Febbraio è il primo mese di quello che può essere considerato il nuovo anno di beneficio. Infatti la mensilità del redito di cittadinanza del mese di gennaio viene pagata normalmente dall’Inps, basandosi sui dati nel 2021,cioè sull’Isee precedente nonostante la sua scadenza sia il 31 dicembre 2021.

Solo a febbraio l’Inps inizia a collegare il beneficio ai nuovi Isee. Ma sono tante le famiglie che non hanno ricevuto il sussidio, nonostante l’Isee effettivamente già ottenuto perché rinnovato normalmente. Al netto di chi, alla luce del nuovo Isee, ha superato i parametri utili al beneficio del reddito di cittadinanza e ne è stato escluso,  gli altri avrebbero dovuto percepirlo. Magari con cifre diverse visto l’aggiornamento dell’Isee, ma chi ne ha diritto avrebbe comunque dovuto essere liquidato.

A febbraio l’Inps ha avuto numerosi problemi

Come se non bastassero le problematiche relative al nuovo allineamento tra domande del reddito di cittadinanza e nuovi Isee, l’Inps ha avuto altri problemi a febbraio. Lo stesso Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Italiano ha già segnalato che a febbraio, a causa di problemi tecnici, l’Inps non ha potuto provvedere al ricalcolo del reddito di cittadinanza a molti beneficiari. In pratica, non si è potuta applicare la normativa che  prevede la rivisitazione degli importi del sussidio in base ai dati reddituali e patrimoniali del 2020 e non del 2019.

Un problema che potrebbe essere quello determinante per le ricariche non pervenute sulla card Rdc. Se fosse così, ipotizzare ricariche nelle prossime ore per chi si trova in questa situazione non è esercizio azzardato.

Le altre possibili cause del mancato pagamento del reddito di cittadinanza febbraio 2022

Prima abbiamo elencato due possibili cause per il mancato pagamento del reddito di cittadinanza di febbraio 2022. Poi naturalmente ci sono le cause che dipendono dal beneficiario stesso.

In premessa abbiamo detto che è facile che ci siano famiglie che hanno un Isee nuovo che ha fatto superare alcune delle soglie utili al beneficio. Parliamo dei redditi e dei patrimoni che magari hanno provocato la fuoriuscita dai parametri che vanno considerati per essere dentro il programma reddito di cittadinanza.

I requisiti per poter continuare a percepire il sussidio

ll Reddito di Cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

  • Cittadinanza italiana o dell’Unione Europea, o in alternativa, cittadinanza di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per il richiedente;
  • Familiare di cittadino italiano o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • Residenza in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo;
  • Isee 2022 inferiore a 9.360 euro;
  • Patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro incrementato fino a 10.000 euro in base ai componenti il nucleo familiare, sulla base di 1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo, o di 5.000 euro in più per ogni componente con disabilità media o 7.500 euro in più per ogni componente in condizione di disabilità grave;
  • Reddito familiare inferiore a 6.000 € annui, o di più in base ai componenti il nucleo familiare e la relativa scala di equivalenza.

Evidente che se alla luce del nuovo Isee si evince il superamento anche di uno solo di questi requisiti, il sussidio viene perduto. In questo caso si parla di decadenza. L’unica via, se nel frattempo sono interventi cambiamenti reddituali importanti, è l’Isee corrente. La soluzione per rendere la certificazione più vicina alla realte ed attuale situazione di un nucleo familiare.

Come capire quale è la causa del mancato pagamento

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Anche il mancato rinnovo dell’Isee può essere la causa di questo blocco. Al riguardo va detto che se l’Isee è stato rinnovato sul finire del mese di febbraio, è evidente che la mensilità di Rdc dello stesso mese non è pagata dall’Inps. In questo caso però la mensilità non è perduta. Cambia la data di scadenza del periodo di beneficio. Infatti la misura dura 18 mesi, anche se rinnovabile.

Nel caso in cui a febbraio non è stato erogato il sussidio perché l’Isee è stato rinnovato troppo tardi, la prestazione può dirsi sospesa e non revocata. In pratica, si tornerà a percepirlo da marzo.E se i 18 mesi scadevano ad agosto, evidente che si passerà a settembre. Così come se scadeva a settembre, si passerà ad ottobre. Accedendo alla propria area riservata sul sito istituzionale dell’Inps , con Spid, Carta nazionale dei servizi o Carta di identità elettronica, si può controllare il tutto. Si può verificare lo stato del proprio reddito di cittadinanza, verificando i pagamenti e il loro stato.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.