Aziende, per la comunicazione sugli aiuti di Stato pronto il modello: la guida alla domanda e alla scadenza

aiuti di Stato

Dallo scorso 27 aprile sono scattate le procedure operative per la dichiarazione che le imprese devono rilasciare riguardo agli aiuti di Stato. Con la predisposizione del relativo modello e con l’avvio della procedura, tutto è pronto quindi. L’Agenzia delle Entrate ha diramato il provvedimento che riguarda le aziende e le Partite Iva che hanno ricevuto questi sostegni.

Aiuti di Stato, ecco il modello auto dichiarativo sui sostegni ottenuti nell’emergenza

È stato predisposto dall’Agenzia delle Entrate il modello di dichiarazione sostitutiva che gli interessati devono inviare entro il 30 giugno prossimo. Si tratta del modello di auto dichiarazione che le imprese beneficiarie degli aiuti di Stato durante questi anni di emergenza dovuta alla pandemia da Coronavirus, devono inviare all’Agenzia delle Entrate.

Un documento obbligatorio, che ha come oggetto il fatto che le imprese sono tenute a comunicare, al Fisco nostrano,  l’importo complessivo dei sostegni economici ricevuti. La dichiarazione è necessaria perché occorre andare a dimostrare che non sono stati oltrepassati i limiti massimi concedibili, come previsto dal  Temporary Framework, il provvedimento tanto famoso introdotto dalla Commissione Europea a Bruxelles.

Cosa riporta il provvedimento n° 143438 dell’Agenzia delle Entrate

L’operazione auto dichiarativa è ormai partita. L’Agenzia delle Entrate infatti ha prodotto il provvedimento n° 143438 lo scorso 27 aprile e dalla stessa data le imprese possono trasmettere il documento. Invio per il quale ci sarà tempo fino al prossimo 30 giugno, come sempre nel provvedimento prima citato, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito.

Ciò che interessa maggiormente è il limite massimo di contributi concedibili. Infatti per chi ha superato questi massimali, le Entrate specificano anche le modalità, eventuali, di restituzione.

La dichiarazione quindi, è da inviare entro il 30 giugno 2022. La modalità di inoltro è sempre la stessa, ovvero quella digitale. Lo può fare da solo anche il lavoratore autonomo. Serve accedere alla propria area riservata del sito istituzionale delle Entrate con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). In alternativa c’è la strada classica, quella che porta all’assistenza di un soggetto incaricato della trasmissione delle dichiarazioni. L’invio telematico viene confermato da apposita ricevuta di trasmissione che in generale verrà  rilasciata entro 5 giorni dall’invio.

Per chi ha sforato i massimali, ecco le regole di restituzione

Come dicevamo, ciò che è importante è il lato relativo all’eventuale restituzione delle somme percepite ma non spettanti perché oltre i massimali stabiliti dal Temporary Framework della Commissione Europea. La novità interessa quelle Partite Iva che al 23 marzo 2021 risultavano aperte e che hanno subito un calo di corrispettivi e fatturato superiore al 30%. Un calo dettato come è oggettivamente evidente, dalla grave emergenza epidemiologica che ha interessato il Paese. L’obbligo di inviare la documentazione riguarda anche i soggetti che hanno ottenuto lo sgravio dell’IMU per esempio.

Tornando ai massimali, va detto che il beneficiario che ha superato i limiti massimi spettanti, deve riversare gli aiuti eccedenti i massimali previsti.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.