Bonus acqua potabile: ridotti gli importi da usare come credito di imposta

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L’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 31 marzo 2022 ha fissato la misura del Bonus Acqua Potabile da utilizzare come credito di imposta o portare in compensazione nella dichiarazione dei redditi 2022 relativa al 2021. Purtroppo per i contribuenti gli importi sono inferiori rispetto a quelli inizialmente previsti.

L’Agenzia delle Entrate con provvedimento ridimensiona il Bonus Acqua Potabile

Il Bonus Acqua Potabile entra nel nostro ordinamento con la legge di bilancio 2021. Prevede un aiuto economico per chi acquista sistemi per depurare l’acqua, come filtri, depuratori e gasatori. Questa misura mirava quindi ad incentivare la riduzione del consumo di plastiche. I contribuenti dovevano presentare le istanze dal 2 febbraio 2022 al 28 febbraio 2022 per le spese sostenute nel 2021. Inizialmente era previsto un credito di imposta in favore del contribuente pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 1000 euro di spese. Per i titolari di partita Iva il massimo della spesa che poteva usufruire di tali benefici era di 5.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate ha però ricevuto richieste eccessive rispetto alle somme stanziate. Di conseguenza ha rideterminato le quote.

Come deve essere calcolato il Bonus Acqua Potabile

I contribuenti nella dichiarazione dei redditi dovranno indicare un credito di imposta pari al 30,3745% del credito inizialmente indicato nella domanda per il Bonus Acqua Potabile. Una somma molto inferiore alle aspettative. Ad esempio un contribuente che abbia speso 800 euro, avrebbe avuto diritto a 400 euro di credito di imposta o di compensazione con modello F24. Ora invece dovrà calcolare su tale somma la percentuale del 30,3745%, quindi potrà ottenere 121,498 euro.

L’Agenzia delle Entrate nel provvedimento del 31 marzo ha sottolineato che tale taglio è stato necessario in quanto lo stanziamento previsto era di 5 milioni di euro.  Sono però arrivate domande per un complessivo ammontare che è il triplo rispetto a quanto preventivato, cioè 16.461.141 milioni di crediti d’imposta. Di conseguenza ha dovuto procedere a un nuovo calcolo. Si deve ricordare anche che lo stesso ammontare di 5 milioni di euro è disponibile anche per le spese sostenute nel 2022, mentre per le spese sostenute nel 2023 è stato previsto uno stanziamento ridotto di soli 1,5 milioni di euro.