Busta paga: chi continua a prendere gli assegni familiari (Anf) dopo l’Assegno unico per i figli?

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In linea generale, le famiglie senza figli e orfani ricadono ancora nel perimetro fiscale degli assegni familiari (Anf). A partire da marzo 2022 l’Assegno per il nucleo familiare (Anf) versato dal datore di lavoro e calcolato su criteri di reddito si applica, infatti, solo per casi particolari. Rimane residuale, dunque, l’applicazione degli Anf dopo l’entrata in vigore dell’Assegno unico e universale per i figli disciplinati dal decreto legislativo numero 230 del 2021. Ecco quali sono gli ambiti in cui si prendono gli assegni familiari in busta paga.

Assegno per il nucleo familiare (Anf): da marzo lo percepiscono solo le famiglie che non hanno figli o quelle orfanili

Con l’entrata in vigore dell’Assegno unico per i figli, dal 1° marzo 2022 le famiglie che possono ancora percepire le prestazioni dell’assegno per il nucleo familiare (Anf) sono quelle che non hanno figli o quelle orfanili. Infatti, il comma 3 dell’articolo 10 del decreto legislativo numero 230 del 29 dicembre 2021 prevede che “limitatamente ai nuclei familiari con figli e orfanili, a decorrere dal 1° marzo 2022, cessano di essere riconosciute le prestazioni di cui all’articolo 2 del decreto legge 13 marzo 1988, numero 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, numero 153 e di cui all’articolo 4 del testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari, approvato con decreto del Presidente della Repubblica numero 797 del 30 maggio 1955. Conseguentemente, sono ridotte le risorse da trasferire all’Inps per effetto del minor fabbisogno relativo alle effettive esigenze connesse alle prestazioni di cui al primo periodo”.

Chi può ancora percepire il vecchio assegno per il nucleo familiare (Anf)?

L’assegno per il nucleo familiare continua a essere pagato, dunque, per i nuclei familiari:

  • composti dai soli due coniugi, non legalmente ed effettivamente separati;
  • “del nucleo familiare possono far parte, alle stesse condizioni previste per i figli ed equiparati, anche i fratelli, le sorelle e i nipoti di età inferiore a diciotto anni compiuti ovvero senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti”.

Assegno per il nucleo familiare (Anf) percepito dalle famiglie nel caso in cui non si percepisca l’Assegno unico per i figli

L’assegno per il nucleo familiare (Anf) può essere percepito dunque dalle famiglie che non percepiscano l’Assegno unico per i figli per esclusione. Ovvero, come chiarito dall’Inps con la circolare numero 34 del 28 febbraio 2022, nei casi in cui:

  • le famiglie con figli non abbiano diritto all’Assegno unico per i figli, ad esempio, perché abbiano superato i 21 anni di età e non disabili;
  • oppure perché maggiorenni ma non rientranti nei quattro requisiti previsti dall’articolo 2 del decreto legislativo numero 230 del 2021.

In questi casi, l’Inps ha stabilito che le nuove domande degli Anf possono essere accolte con il limite degli altri componenti della famiglia ancora beneficiari degli Assegni per il nucleo familiare dopo l’introduzione dell’Assegno unico per i figli.

Assegno unico per i figli e Anf: cosa cambia dal 1° marzo 2022

Dalle norme dunque si prevede che, a partire dal 1° marzo 2022, si producano i seguenti effetti:

  • non saranno più riconosciute le prestazioni di Assegno per il nucleo familiare (Anf) e di Assegni familiari, riferite ai nuclei familiari con figli e orfanili per i quali subentra la tutela dell’Assegno unico per i figli;
  • continueranno, invece, a essere riconosciute le prestazioni dell’Assegno per il nucleo familiare (Anf) e degli Assegni familiari riferite ai nuclei familiari composti unicamente dai coniugi, con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti, di età inferiore a diciotto anni compiuti, ovvero senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti.

Famiglie orfanili, cosa cambia dal 1° marzo 2022?

Se il nucleo orfanile risulta composto da figli minori o maggiorenni inabili, a partire dal 1° marzo 2022 non spetteranno l’Assegno per il nucleo familiare (Anf). E nemmeno gli Assegni familiari. Sarà tuttavia possibile riconoscere solo l’Assegno unico per i figli, tenendo conto dei limiti di età contenuti nel decreto legislativo numero 230 del 2021. Nonché della condizione di figlio a carico che deve essere verificata sulla base di quanto previsto dall’articolo 3 del decreto del Presidente nella Repubblica numero 159 del 5 dicembre 2013.

Ulteriori novità del nuovo Assegno per i figli minori

Come chiarito dall’Inps nella circolare numero 34 del 2022, inoltre, escono dal perimetro dell’Assegno per i nuclei familiari (Anf) i trattamenti richiesti dai nonni per i nipoti a carico. Le prestazioni sono sostituite dall’Assegno unico per i figli che deve essere richiesto direttamente dai nonni nel caso in cui si tratti di accasamento o collocamento eterofamiliare.

Differenze tra l’Assegno unico per i figli e l’Assegno per il nucleo familiare

La differenza tra l’Assegno unico per i figli e l’Assegno per il nucleo familiare non risiede solo nella composizione familiare. Ma anche dal valore del trattamento. Infatti, per l’Assegno unico per i figli il valore del trattamento dipende dall’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee); per l’Assegno per il nucleo familiare il valore è determinato dal reddito dei componenti la famiglia. Sono da escludersi, dal calcolo, alcuni redditi, come le rendite Inail e il Trattamento di fine rapporto (Tfr). L’Anf, inoltre, è erogato in un periodo differente, da luglio a giugno dell’anno susseguente. Infine, differentemente dall’Assegno unico per i figli, l’Assegno familiare viene corrisposto a favore del nucleo familiare in possesso di un reddito che deve essere prodotto, per non meno del 70%, dal lavoro dipendente.

Presentazione della domanda degli Assegni familiari Anf: come si procede?

Le modalità di presentazione della domanda degli Assegni per il nucleo familiare sono rimaste invariate. L’istanza si presenta all’Inps ma il pagamento in busta paga è effettuata dal datore di lavoro. Quest’ultimo conguaglia le prestazioni anticipate mediante la denuncia Uniemens. In alcuni caso particolari, si può procedere con il pagamento diretto diretto da parte dell’Inps. Ad esempio, nel caso dei dipendenti delle società fallite. Per determinati casi, è necessaria l’autorizzazione dell’Inps. Ad esempio, se ci si trova in presenza di coniugi, di fratelli, di sorelle e di nipoti in possesso dei requisiti richiesti dalla legge.