Gli effetti della crisi in Ucraina anche sull’agricoltura italiana, ecco tutti i perché

lavoratori agricoli

Anche e forse soprattutto il settore agricolo esce con le ossa rotta da quanto sta succedendo in Ucraina. Il conflitto nato a seguito dell’invasione della Russia non avrà certo conseguenze marginali rispetto all’economia mondiale, europea ed italiana. Gli scambi internazionali ormai sono diffusissimi. Non c’è nulla da fare da questo punto di vista. Le interazioni tra Stati portano inevitabilmente a delle conseguenze quando, per un motivo o per l’altro, la macchina si inceppa. E una guerra non poteva che produrre effetti drammatici da questo punto di vista. Ed anche la Penisola sarà interessata da tutto ciò. Settore più settore meno, i danni saranno ingenti. E l’agricoltura come settore economico è uno di quelli che maggiormente ne pagherà dazio. È ciò che sostiene la Senatrice Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama.

Cosa inciderà di più sull’economia del settore agricolo

Da sempre attenta alle politiche economiche e agricole, la senatrice Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha messo in luce un grave pericolo per il comparto agricolo. Secondo la senatrice forzista, circa un terzo della produzione agricola nazionale finirà con l’essere messa in ginocchio, o quanto meno a rischio, per l’incremento  dei costi dell’energia e per la nota carenza di fertilizzanti e dei cereali. Si tratta di materie utili al settore dell’agricoltura, che l’Italia recupera dai Paesi in guerra, e che adesso mancano o salgono di prezzo. È la legge del mercato questa. E se a questo si aggiunge la siccità che da oltre tre mesi interessa molte Regioni dello Stivale, il gioco è fatto.

Una situazione queste che per Anna Maria Bernini rischia di diventare drammatica. Per questo servirebbero immediatamente aiuti e incentivi. La Bernini in pratica, chiede nuovi sostegni nazionali e soprattutto un cambio di passo a livello comunitario. Italia ed Europa devono intervenire, almeno secondo la senatrice forzista. Un po’ le stesse cose che  chiedono le associazioni di categoria. Lo si legge a chiare lettere sul sito “agricoltura.it”, dove appunto, vengono riportate le parole di Anna Maria Bernini.

Gli errori fatti adesso vengono a galla anche in agricoltura

Da tempo si parla di pericolo enorme per l’intera economia italiana con gli effetti indiretti della guerra tra Ucraina e Russa. Se pensiamo che circa il 40% del gas usato in Italia da famiglie e imprese proviene dalla Russia, inevitabile la crisi. E si parla degli errori che sono stati fatti in passato visto che il dipendere in una misura così forte da uno Stato per una materia così importante come il gas, è un errore. Occorre incentivare la produzione autonoma e differenziare maggiormente i fornitori. Lo stesso è ciò che dice la Bernini sul settore agricolo.

Secondo la senatrice berlusconiana, la guerra in Ucraina ha messo a nudo gli errori strategici commessi. A partire dallo smantellamento della produzione energetica e agroalimentare. E adesso serve rivedere il tutto, con nuovi aiuti  di Stato oltre che il rinvio della nuova Politica agricola comunitaria (Pac). Nuovi aiuti quindi e nuove misure che devono guardare alla situazione attuale che è peggiorata con il conflitto in Ucraina.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.