Incentivi, aiuti e fondo perduto per acquistare macchine agricole per le imprese del settore

Nuovi aiuti e nuovi incentivi in agricoltura, tra vecchi strumenti e novità assolute come emerso dall’ultima legge di Bilancio. Come si legge sul sito incentiviagricoltura.it, le misure in favore della imprese agricole sono davvero tante. Si parte naturalmente dal credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e in tecnologia 4.0. Le macchine agricole agevolate sono uno dei beni di primaria necessità per gli imprenditori agricoli. E le nuove tecnologie con le nuove produzioni si sposano bene e pretendono investimenti e innovazione da parte degli imprenditori. Gli incentivi si incastonano proprio in questa sopraggiunta necessità.

Nuovo credito d’imposta 2022, ancora incentivi per il mondo agricolo

Un credito di imposta è uno strumento che dietro uno sconto fiscale fa recuperare soldi a chi li spende per alcuni investimenti o acquisti incentivabili. Questo vale anche nel mondo dell’agricoltura, uno dei settori più gravemente vessati dalla crisi Covid. Nello specifico alla voce credito di imposta in agricoltura ci sono per l’anno 2022:

  • Credito di imposta pari al 40% dell’investimento e fino alò tetto massimo di 2,5 milioni di euro per macchine agricole con tecnologia 4.0;
  • Credito di imposta fino in misura pari al 6% dell’investimento e fino al tetto  massimo di 2 milioni di euro per tutte le altre macchine agricole acquistabili.

Il credito di imposta non vale solo sull’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef), ma losi può sfruttare in compensazione sui modelli di pagamento F24 anche per Iva, Imu, Ires e Irap.

Il supporto alle imprese ed alle Partite Iva del settore che necessitano di approvvigionarsi di nuovi beni strumentali   di beni ordinari, sia in tecnologia 4.0 che non, è alla base di questa importante misura.

Il credito di imposta di cui parliamo, è aperto a imprese agricole italiane e naturalmente, residenti nel territorio della penisola. Non ci sono particolari vincoli di forma giuridica dal momento che questi incentivi possono riguardate tanto le società, che le ditte individuali. Inoltre non c’è alcun collegamento al regime fiscale adoperato o alla dimensione dell’azienda.  Dentro anche coloro che effettuano attività di conto terzi per esempio, che è​ un importante spaccato del settore agricolo.

Le macchine agricole incentivabili

E veniamo alla parte forse più importante, che resta quella delle macchie agricole a cui si può concedere l’incentivo, cioè i beni incentivabili. L’incentivo al 6% fino al tetto massimo di 2 milioni di euro può riguardare qualsiasi macchina agricola, a prescindere dal livello tecnologico della stessa, purché sia nuova e non usata. Naturalmente per godere dell’incentivo del 40% prima citato, fino al tetto massimo di 2,5 milioni di euro, le macchine agricole e le attrezzature incentivabili non possono che essere quelle con tecnologia almeno 4.0.

Per capire di cosa si parla, niente di meglio che analizzare cosa si intende per macchine 4.0.Essi devono essere trattori, mietitrebbie e simili, dotate di tecnologia atta al trasferimento dei dati, di strumenti di guida autonoma, con strumenti elettronici al volante o di guida idraulica. Interconnessione ed automazione quindi alla base del poter considerare 4.0 una macchina agricola.

Il credito di imposta e come fare per sfruttarlo

Per poter sfruttare la possibilità occorre avviare una particolare procedura. Se l’investimento è al di sotto dei 300.000 euro, basta una autocertificazione da parte degli interessati al credito di imposta. Se invece si tratta di beni per un valore superiore a  300.000 euro, occorre una perizia di un tecnico. Il credito di imposta, viste le potenziali cifre, può essere goduto per 3 ani, cioè in 3 rate annuali di pari importo. Il primo anno di godimento è quello successivo a quello in cui si compra la macchina e la si mette in funzione.

Macchine agricole ed incentivi solo se 4.0,ma di cosa si tratta davvero?

Per capire meglio, se si compra un trattore 4.0 da 150.000 euro, il credito di imposta sarà di 60.000 euro, da sfruttare in tre anni per 20.000 euro annui.

Solo per le imprese che hanno un volume d’affari sotto i 5 milioni di euro, il godimento dell’agevolazione può essere in unica soluzione e in un solo anno.

Non si può cedere il bene acquistato in misura agevolata prima dello scadere dello scarico del credito. O meglio, si può cedere a terzi il bene, ma il credito d’imposta verrà  ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il credito di imposta vale per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2022, o fino al 30 giugno del 2023 se entro la fine del 2022 l’interessato ha già dato l’acconto al fornitore.

La nuova Sabatini come funziona?

I nuovi beni strumentali, macchinari, impianti, attrezzature e così  via, rientrano anche nel rifinanziamento della legge Sabatini. Con 240 milioni destinati al 2022, il rifinanziamento della nuova Sabatini, riguarda  le imprese che richiedono finanziamenti bancari. Ed in questo caso si tratta di un contributo che va a coprire gli interessi pagati sul finanziamento bancario attivato. In sostanza, uno sconto del 7,7% sulle macchine agricole normali e del 10% delle macchine 4.0. Ancora meglio va alle aziende del Sud che possono arrivare ad uno sconto del 15,4%.

Con il rifinanziamento della Sabatini, qualcosa è cambiato. Infatti nel caso di prestiti bancari fino a 200.000 euro, si può ottenere una unica erogazione dell’incentivo, senza passare necessariamente dalla riscossione per quota.

Anche in questo caso, supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, ordinari o in tecnologia 4.0, è alla base del provvedimento. Questa misura della Sabatini si rivolge a tutte le piccole e medie imprese che sono presenti sul territorio nazionale sia in agricoltura che nella pesca. L’investimento che può essere ammesso all’indennizzo deve riguardare  un finanziamento dalla durata massima di 5 anni. Inoltre per la Sabatini il bene acquistabile con finanziamento agevolato non può essere venduto prima di 3 anni dall’apertura della pratica.

B. A.

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