Termosifoni e climatizzatori, le nuove regole per pubblica amministrazione

Termosifoni e climatizzatori arrivano le nuove regole per le temperature all’interno degli uffici della pubblica amministrazione.

Termosifoni e climatizzatori, tra pace e un’estate calda

La guerra in Ucraina non sembra essere destinata ad una fine immediata. L’Unione Europea ha reagito con una serie di sanzioni economiche, come il quinto pacchetto, ma gli effetti ci saranno anche per noi. E infatti la mancanza di gas russo potrebbe riservarci delle spiacevoli conseguenze.

Il capo del governo, Mario Draghi, nei giorni scorsi è stato molto chiaro. Secondo il premier, se si continua su questa strada, quest’estate potremmo trovarci a scegliere tra il condizionatore acceso e la pace. Una scelta che dovrebbe essere alquanto ovvia, ma forse non lo è.

L’Italia e la dipendenza dal gas

L’Italia ogni anno consuma circa 76 miliardi di metri cubi di gas. Circa 30 dei quali arrivano dai giacimenti siberiani attraverso il gasdotto Tag. Con la scelta di ridurre la importazione di gas russo, l’Italia potrebbe trovarsi nel dover ridurre drasticamente il proprio consumo, oppure rivolgersi alle importazioni da altri paesi, come l’Africa. Tuttavia il razionamento del gas comporterà nuove scelte.

La prima inizia proprio dalla pubblica amministrazione. Infatti il Parlamento ha approvato un emendamento al decreto bollette che impone una stretta all’uso dei condizionatori. Ma non solo, il prossimo inverno le temperature di funzionamento degli impianti di riscaldamento saranno modificate. Ecco che dal prossimo primo marzo e fino al 31 marzo 2023, la media ponderata della temperatura negli uffici della Pubblica amministrazione non dovrà superare 19 gradi durante il periodo invernale. Quindi l’emendamento abbassa di un grado la temperatura in tutti gli uffici pubblici, visto che fino ad oggi era fissata a 20 gradi.

Termosifoni e climatizzatori, educare i cittadini

L’emendamento stabilisce che la temperatura dei condizionatori dovrà essere fissata al massimo a 27 gradi con una tolleranza, anche in questo caso, di due gradi centigradi verso l’alto e verso il basso. Anche per quanto riguarda i condizionatori non c’è motivo di tenere di esagerare con il fresco. Ma scusa potrebbe essere quella di cominciare ad “Educare i cittadini” a risparmiare sullo spreco di energia elettrica.

Le decisioni prese, sulla pubblica amministrazione, potrebbero apportare un risparmi tra 1 e 2 miliardi di metri cubi di gas. Anche se secondo il Def, il documento di economia e finanza, nel caso di interruzione delle forniture della Russia, il rischio è che quest’inverno potremmo ancora aver bisogno o di nuovi accordi commerciali o le restrizioni potrebbero interessare anche i privati. Ma il bene per tutti, sarebbe quello di un immediato “Cessate il fuoco”, perché al di là delle forniture, sono troppe le vite già andate perse. Ed è sicuro che tra la pace e i condizionatori accesi, la prima ipotesi è quella che deve essere raggiunta al più presto.

 

 

Francesca Cavaleri

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