24 diplomatici italiani espulsi da Mosca, sarà presto guerra?

24 diplomatici italiani sono stati espulsi dalla Russia. Ci si chiede se si tratta solo di un atto di ritorsione, oppure sarà presto guerra europea?

24 diplomatici italiani, sembra trattarsi di ritorsione

Il conflitto tra Russia ed Ucraina non vuole trovare il cessate il fuoco definitivo. Così mentre l’Europa minaccia nuove misure contro Mosca, la Russia espelle 24 diplomatici italiani. Si tratta di 24 membri delle rappresentanze italiane consolari per l’agenzia della promozione all’estero delle imprese italiane. Tuttavia i nomi non sono ancora resi pubblici. Anche se per lasciare la Russia avranno a disposizione solo una settimana di tempo.

La misura sembra essere una vera e propria ritorsione. Si ricorda che allo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia, l’Italia ha espulso 30 diplomatici russi operanti nel nostro territorio. Dunque un ennesimo atto ostile non solo verso l’Italia, ma anche verso tutta l’Europa. Nel suo comunicato, la Farnesina ha sottolineato che “il personale oggetto del provvedimento ha sempre esercitato le proprie funzioni nel pieno rispetto della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche”.

La reazione dell’Italia all’espulsione dei diplomatici italiani

Il Presidente Mario Draghi ha dichiarato che non sono stati chiusi tutti i rapporti con la Russia. Del resto c’era da aspettarselo, anche se alcuni diplomatici e rappresentanti italiani rimangono ancora nello stato del Cremlino. Tuttavia i diplomati italiano non sono stati gli unici a vedersi recapitare il provvedimento. Infatti sono espulsi anche 34 dipendenti dell’ambasciata francese e 27 di quella spagnola.

Anche quei paesi, circa un mese fa, avevano adottato la stessa misura italiana. Una scelta che come spiega anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è arrivata a seguito di accordi presi tra i paesi Europei. Cresce così la tensione anche con il nostro stato, che tra l’altro ha anche acconsentito ad inviare armi all’Ucraina. Decisione che ovviamente non è piaciuta al Presidente Putin. Infine, “L’Italia prende atto” della decisione di Mosca, fa sapere la Farnesina che “chiede con forza un immediato cessate il fuoco”.

Cosa c’è da aspettarsi oggi?

La misura quindi è stata semplicemente valutata come un atto di ritorsione nei confronti degli stati ostili. Quindi sembra non destare troppe preoccupazioni. Ma continuare ad aiutare l’Ucraina a resistere all’invasione russa, sembra essere una decisione politica unanime di ogni Paese Europeo, a cui si aggiunge anche l’America.

Secondo i dati dell’Ukraine Support Tracker stilato dal Kiel Institute for the World Economy il maggiore sostegno è arrivato dagli Stati Uniti che hanno fornito a Kiev l’equivalente di 7,6 miliardi di euro di aiuti nelle quattro settimane successive all’inizio dell’invasione, di cui 4 miliardi e 366 milioni in aiuti militari. I dati del report riguardano il primo mese di guerra, dal 24 febbraio al 27 marzo.

Tuttavia i Paesi stanno anche apportando aiuti umanitari di ogni tipo, perché continua a crescere il numero dei profughi e delle persone che scappano dall’Ucraina. Ma oltre agli orrori della guerra, preoccupa fortemente, la guerra del pane. Siamo in un momento di guerra del grano, il cui prezzo sta continuando a salire per effetto dell’invasione russa. E questo potrebbe portare a l’indebolimento di alcuni continenti fragili come l’Africa e con reazioni di guerre civili per colpa della fame.

 

 

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