Datori di lavoro, cambia tutto, nuovi obblighi sulle assunzioni

Anche nel mondo del lavoro le direttive dell’Unione Europea (UE) dettano le regole. E così proprio una nuova direttiva della Comunità Europea va a determinare nuove norme da seguire in materia di obblighi di comunicazione da parte dei datori di lavoro. Vediamo nello specifico cosa cambia e quali sarebbero queste novità. Anche perché il decreto del Consiglio dei Ministri è già pronto e attende la chiusura del canonico iter approvativo parlamentare.

Nuovi obblighi di comunicazione per i datori di lavoro

datori di lavoro
E nell’indirizzo di una maggiore trasparenza la novità con cui presto i dati di lavoro dovranno interfacciarsi. Come direttiva UE vuole, ricadono sui datori di lavoro nuovi obblighi normativi ben specifici.
Aumentano i dati che le imprese e le aziende devono fornire all’atto dell’assunzione di un lavoratore nel momento che si instaura in nuovo rapporto di lavoro. Il tutto a garantire al rapporto di lavoro stesso, maggiore trasparenza, come dicevamo prima.
La comunicazione di assunzione di un lavoratore subordinato dovrà essere eseguita in forma scritta ed accompagnata da una forma chiara che gli interessati possono consultare e capire in ogni momento. In pratica, no. Ci devono essere dati celati o nascosti, tutto deve essere alla luce del sole.

Cosa occorre comunicare alla luce della nuova direttiva della Comunità Europea

Il decreto legislativo del governo italiano richiama alla Direttiva UE n° 1152 del 2019. E la recepisce in tutto dal momento che nello schema del decreto recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri (il 31 marzo 2022, ndr), l’ampliamento delle comunicazioni è assolutamente lapalissiano.
Sono gli standard comunitari in materia di obbligo di informativa in favore dei lavoratori ad essere quelli da seguire. E per i datori di lavoro cambia la disciplina di riferimento.
Adesso si attende il disco verde delle commissioni parlamentari affinché le novità trovino conferma.

Cosa cambia con le nuove direttive per i datori di lavoro

In base alle attuali normative, è nei 30 giorni che gli interessati devono provvedere alle comunicazioni di nuove assunzioni. E per interessati si fa riferimento ai datori di lavoro.
Il nuovo decreto dovrebbe andare a modificare i contenuti delle informazioni che comunemente i datori di lavoro producono. E cambiano pure le modalità con cui dare queste comunicazioni.
Tra le novità più rilevanti quella che riguarda l’obbligo che è in capo pure ai committenti nei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i cosiddetti Co.CO.CO. Obblighi allargati a tutti, perché riguarda pure i casi relativi alle prestazioni di lavoro occasionale da parte dei committenti per chi svolge questo genere di attività prive della continuità.
Restano anche le sanzioni, perché il mancato adempimento espone a multe e sanzioni che vanno da un minimo di 250 euro e un massimo di 1.500 euro.

L’elenco dei nuovi dati da inviare

Nelle comunicazioni dentro il diritto alla formazione, il diritto di conoscere congedi retribuiti e ferie, orario di lavoro e regole sul lavoro straordinario. In pratica, informativa più dettagliata a 360 gradi.SI risolve una evidente carenza di cui l’Italia da sempre era accusata in materia di questo fondamentale adempimento.
Vengono modificate le tempistiche perché non resta il tetto dei 30 giorni fine termine entro cui comunicare i dati prestabiliti. Un lasso di tempo che scattava dal giorno dell’assunzione. Adesso occorre adempiere immediatamente all’atto d’instaurazione del rapporto e prima dell’inizio dell’attività.
O si adotta il contratto di lavoro per iscritto o la copia della comunicazione di apertura del rapporto di lavoro. Ci sono 7 giorni comunque per completare le comunicazioni se sono carenti o errate. E i 30 giorni di prima tornano utili se i dati carenti sono dati non essenziali.
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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.