Nuova risorsa in azienda, alcuni consigli per un corretto inserimento

Quando arriva una nuova risorsa in azienda a volte non si sa come gestire l’inserimento. Alcuni consigli potrebbero essere utili

Nuova risorsa in azienda, il primo giorno di lavoro

Negli ultimi anni il Parlamento italiano ha puntato a politiche attive e incentivi all’occupazione. Soprattutto in merito a sgravi fiscali o il programma europeo di Garanzia Giovani. Così molte aziende hanno puntato all’inserimento di nuove risorse all’interno delle nuove aziende. Oggi molti lavoratori sono in smart working, altri invece in presenza, e questo è un momento molto delicato. Ebbene una nuova risorsa in azienda viene prima selezionata, formata ed inserita in un nuovo contesto. Se per il lavoratore è un mondo spesso totalmente nuovo, è comprensibile lasciargli qualche giorno per ambientarsi.

Ma dall’altra parte l’azienda deve  essere in grado di creare il gruppo, anche con la nuova risorsa. Accogliendola e facendola sentire, fin da subito, elemento essenziale del gruppo. Questo vuol dire dare un senso di attenzione al nuovo lavoratore. Anche dargli i giusti spazi e creargli un posto di lavoro confortevole, fa si che cresce la stima del dipendente nei confronti dell’impresa per cui si è iniziato a lavorare. Anche al di fuori del lavoro, le persone tendono a preferire i luoghi dove si trovano a proprio agio, nella loro confort zone.

Nuova risorsa in azienda, la chiarezza come legame tra le parti

Altro elemento molto importante è quello della chiarezza reciproca. L’azienda sa esattamente come e perché ha scelto qual soggetto. Quindi il capo del personale deve essere in grado di trasferire il modo preciso, quelli che sono i compiti che il nuovo arrivato deve svolgere. Un rapporto che si istaura sulla chiarezza dei compiti, degli obiettivi  e dei ruoli, di solito è destinato a durare nel tempo. Spesso questo senso di sicurezza, chiarezza ed accoglienza, si trasformano in profonda fedeltà. 

Anche nel caso in cui è previsto un piano di crescita, si consiglia di definire in modo chiaro il tempo e i modi in cui avverrà. Anche perché un nuovo assunto non ha piena contezza dell’azienda, quindi potrebbe commettere più facilmente degli errori. Mentre se la strada è già tracciata, è più semplice seguirla. Inoltre si evita che il dipendente perda interesse nella stessa azienda e si trasformi in svogliato e magari presto lascerà il posto di lavoro.

Inserimento e l’assunzione delle procedure

L’inserimento, soprattutto nei primi giorni, ha bisogno di essere ben seguito. Per questo motivo, altro consiglio, è quello di affiancare alla nuova risorsa, qualcuno di autorevole che riesca a guidarlo in questo nuovo lavoro. Massima attenzione, perché da questi primi giorni, dipenderà il rapporto nel tempo. Questo consiglio vale sia per le grandi che per le piccole imprese. Il datore di lavoro deve essere in grado di stabile una reciproca stima, partendo anche dalle regole da rispettare per il quieto vivere anche con  i colleghi.

Un elemento che magari richiede qualche giorno in più è l’assunzione delle procedure. Non serve molto, a volte basta anche un piccolo incontro la mattina, prima di iniziare la giornata lavorativa. Questa è già una procedura, un rito, che però ha un duplice effetto. Il primo è quello di permettere al neo assunto di capire come viene gestita l’azienda, i ruoli, i colleghi. Il secondo di valutare giornalmente le performance aziendali, per fissare obiettivi insieme, valutare il raggiungimento di quelli pregressi e perché no approfondire manuali o puntare alla formazione costante, soprattutto per certi ambiti lavorativi.

Feedback ed eventuali correzioni

La nuova risorsa, soprattutto nei primi mesi, viene bombardata da informazioni, regole, procedure, che a volte ha bisogno di metabolizzare. Quindi non si può pretendere che impari tutto e subito. Ma quello che si può fare è stilare insieme una “lista dei compiti da fare“. Non assegnare dei compiti, ma programmare insieme, per capire anche la sua propensione al lavoro. A fine settimane e/o mese rivedere cosa è andato bene e cosa è andato storto.

Se dovessero insorgere degli errori, è consigliabile, rivedere insieme perché siano stati commessi. Tuttavia dedicare qualche minuto a questo permette alla nuova risorsa di capire i propri errori e migliorarsi. Via via che si fa l’esercizio, il tempo di correzione sarà sempre più veloce e fino a che si arriverà ad una perfetta prestazione lavorativa. Ma attenzione, nessun rimprovero, almeno in questa prima parte di inserimento. Impostare la conversazione in modo da ascoltare in modo attendo i feedback del dipendente può essere anche di stimolo per una crescita aziendale complessiva.

 

 

 

 

Francesca Cavaleri

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Francesca Cavaleri

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