Si va verso la cessione del credito spacchettata nel nuovo decreto, ecco cosa cambia e perché

cessione del credito

Una cessione del credito frazionata sarebbe una delle novità che la Commissione Finanze di Palazzo Madama in Senato, ha deciso che deve essere introdotta in un nuovo decreto. Parliamo del cosiddetto decreto taglia prezzi che il Governo sta per licenziare. Ma di cosa si tratta e cosa cambia per gli interessati alle cessioni?

Cessione del credito frazionata

Anche il quotidiano “Italia Oggi” ha dato ampio risalto a ciò che la Commissione Finanze del Senato ha deciso di introdurre. Grazie ad un ODG la commissione ha deciso di inserire, visto che era una carenza del decreto stesso, una cessione del credito frazionata. La commissione ci aveva provato, ma tra gli emendamenti al decreto taglia prezzi, non è entrato alcun provvedimento di questo genere. Nel decreto 21 del 2022 quindi ci potrebbe essere spazio per questa grande novità. A dire il vero, anche se la commissione ha spinto molto in questa direzione, l’ordine di indirizzo proviene dal sistema creditizio che ha chiesto variazioni sul tema.

I limiti a questa novità sono ancora massicci

A dire il vero, ciò che il sistema creditizio pensa si possa fare con assoluta facilità, si scontra con la realtà dei fatti. Ed è proprio tale realtà che non ha permesso fino ad oggi di prevedere una misura di questo genere. CI sono oggettivi problemi di tracciabilità del credito che nella maggioranza di governo qualcuno ha messo in evidenza.

Va ricordato che il nuovo decreto taglia prezzi è l’ennesimo decreto emergenziale che il governo ha deciso di varare. Infatti il DL 21 del 2022 sarà pieno di sostegni alle imprese, alle aziende e alle attività che si stanno scontrando con l’impennata massiva del costo dell’energia. Nel decreto tra le misure, ci sono quelle relative alle fonti di energia rinnovabili, quelle relative alla semplificazione delle modalità di approvvigionamento dell’energia da fonte alternative, reti e così via.

Alcuni dei capitoli di intervento a cui lavora l’esecutivo Draghi oltre alla cessione del credito

Ma si interverrà anche sulla liquidità delle imprese, messe a dura prova dalla crisi economica dovuta alla pandemia e che adesso si accentua per via del conflitto tra Ucraina e Russia. Un occhio di riguardo nel decreto anche per il settore turistico e per gli ammortizzatori sociali il cui accesso deve essere consentito alle imprese. Nel pomeriggio di oggi 2 maggio è fuoriuscita la conferma della riduzione delle aliquote di accisa su benzina e gasolio, ed anche sul metano. Un concreto aiuto questo visto che senza questo intervento i carburanti sarebbero di nuovo schizzati alle stelle ed immediatamente.

Anche Comuni e Città Metropolitane pagano dazio

Inoltre si guarda anche agli enti locali, perché città metropolitane e comuni devono essere aiutati anche loro per contenere il maggior capitolo di spesa dovuto all’incremento del costo dell’energia.  Tornando alla cessione del credito, si vuole consentire alle banche, come da loro stesso richiesto, di cedere il credito ai soggetti con i quali abbiano concluso un contratto di conto corrente., Naturalmente parliamo di utilizzo del credito in compensazione. Infatti la cessione resta unica e non può dar luogo ad una cessione successiva ad altro soggetto da chi lo ha già ricevuto dalla sua banca.

 

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.