Il decreto Aiuti 2022 non prevede solo aiuti per i cittadini, ma nascoste nelle maglie della manovra c’è anche qualche brutta sorpresa cioè la Super Irpef per i Comuni in difficoltà, o meglio, in stress finanziario.
I Comuni sono gli enti di prossimità dei cittadini, sono impegnati costantemente nel fornire servizi e supporto, allo stesso tempo sono spesso in difficoltà anche perché i trasferimenti dallo Stato sono stati ridisegnati, ci sono zone d’Italia in cui le entrate proprie sono ridotte e le spese aumentano anche a causa della pandemia che ha costretto il welfare comunale a salti mortali. Proprio per questo il decreto Aiuti 2022 all’articolo 43 prevede la Super Irpef a carico di Comuni in difficoltà economiche.
Possono aumentare l’aliquota dell’addizionale Irpef comunale i capoluoghi di provincia che si trovano in una situazione di stress finanziario. Sono due i criteri adottabili per determinare lo stress finanziario: in primo luogo un Comune si ritiene in difficoltà se il debito pubblico pro-capite è superiore a 1.000 euro.
In secondo luogo sono definiti comuni in situazione di stress finanziario quelli che hanno un disavanzo di gestione superiore a 500 euro per abitante.
Ad oggi si trovano in situazione di stress finanziario circa 23 capoluoghi di provincia. Si tratta di 5 Comuni in cui il debito pubblico pro-capite è superiore a 1000 euro: Milano, Genova, Firenze, Catania e Venezia. I comuni con disavanzo per abitante superiore a 500 euro sono invece 18 e si tratta di Napoli, Avellino, Salerno, Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo, Agrigento, Frosinone, Chieti, Potenza, Rieti, Lecce, Brindisi, Vibo Valentia, Torino, Andria, Alessandria e Nuoro.
I comuni visti, secondo la disciplina che si sta profilando, potranno chiedere di accedere a un piano di recupero attraverso un accordo con il Governo. Per i cittadini si profila una Super Irpef e cioè l’aumento dell’aliquota dell’addizionale comunale fino all’8 x mille, mentre i comuni dovranno redigere e portare a termine un piano di risanamento. Il risanamento potrà essere attuato attraverso un aumento degli affitti, una riduzione del personale dirigenziale, tagli alle spese istituzionali e vendita del patrimonio.
Questa misura è simile a quelle straordinarie già previste per il rientro dal disastro economico di Roma Capitale, Napoli e Reggio Calabria. Naturalmente per i cittadini di questi Comuni la prospettiva non è allettante, soprattutto per le fasce più deboli di alcune città del Sud dove il reddito pro-capite è ai limiti della sopravvivenza.
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