Cosa sapere sul reato di dichiarazione fraudolenta

Dichiarazione infedele: cosa rischia il contribuente

Pagare le tasse è un obbligo ed anche un dovere verso la collettività. Non a caso, proprio a tutela del bene comune, in Italia chi non paga le tasse viene perseguito dal Fisco. Nel senso che, per recuperare le imposte non versate, l’Agenzia delle Entrate può anche attivare le procedure di riscossione forzosa. Inoltre, nei confronti del Fisco non si possono fare trucchi come l’emissione di fatture false oppure la compensazione di crediti inesistenti.

Altrimenti ci sono rischi anche di natura penale. Ovverosia, si rischia il carcere per aver frodato il Fisco. Al riguardo c’è da dire che uno dei reati più diffusi è quello della dichiarazione fraudolenta. Vediamo allora, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Ecco come con la dichiarazione fraudolenta si cerca di ingannare il Fisco

Quando si presenta una dichiarazione dei redditi con il chiaro intento di ingannare il Fisco, allora si può ricadere proprio nel reato di dichiarazione fraudolenta. In quanto il contribuente, con trucchi e, tra l’altro, anche con la presentazione di documenti falsi, cerca di ingannare il Fisco al fine di pagare meno imposte. O di non pagarle proprio.

Per esempio, il contribuente con la dichiarazione fraudolenta può scaricare costi che in realtà non ha mai sostenuto. Oppure detrae o deduce dal reddito dei crediti inesistenti come sopra accennato. In certi casi con la dichiarazione fraudolenta si punta ad evadere le tasse sui redditi, ma in tanti altri casi questi tentativi di truffa ai danni del Fisco vengono messi a segno per non versare l’IVA.

Perché le operazioni inesistenti sono alla base delle dichiarazioni fraudolente

Quindi, la dichiarazione fraudolenta nella maggioranza dei casi poggia su operazioni inesistenti. Precisamente, su operazioni mai effettuate e legate, nello specifico, a fatture per servizi o per beni mai comprati. Così come spesso la dichiarazione è fraudolenta quando le fatture ci sono e gli acquisti sono stati effettuati.

Ma sono stati pure gonfiati di importo al fine di portare in detrazione o in deduzione fiscale dei costi superiori al dovuto. Ed a quanto effettivamente pagato. Per esempio, si pagano 1.000 euro per beni e servizi a fronte dell’emissione di una fattura da 6.000 euro.

Sulle dichiarazioni fraudolente che sono finalizzate a evadere l’IVA, inoltre, ci sono attualmente in vigore norme UE che, per il contrasto proprio alle frodi IVA, rafforzano la cooperazione tra gli Stati membri. Includendo peraltro pure la cooperazione per il contrasto alle frodi IVA online.