La più grande novità di questi ultimi anni è senza dubbio il Superbonus al 110%. Un bonus molto appetibile che ha trovato subito l’interesse di cittadini e contribuenti nelle opere di ristrutturazione. Il Superbonus tra i suoi obbiettivi aveva senza dubbio quello di rilanciare il settore dell’edilizia e dei lavori simili. Obiettivo raggiunto come è evidente visti i numeri delle richieste. L’appetibilità del Superbonus 110%, che come si nota offre un ristoro del 10% superiore alla spesa sostenuta, non riguarda soltanto i cittadini contribuenti. Infatti si tratta di un bonus che è diventato il principale obiettivo anche di banche e intermediari del credito.
Come ogni cosa anche per il Superbonus al 110%, banche e intermediari, sono scesi in concorrenza tra loro. Inevitabilmente, tutte le condizioni e tutti i pacchetti di banche intermediari, sono stati diversi soprattutto per quanto riguarda lo sconto in fattura e la cessione del credito. In altri termini è partita un’autentica lotta ad accaparrarsi clienti. Superbonus, Ecobonus, bonus ristrutturazioni e Sismabonus sono diventati strumenti di concorrenza tra numerose banche, anche quelle più note banche e tra tutti gli istituti di credito
L’appetibilità del Superbonus quindi, riguarda tutti i soggetti interessati. L’utente che sistema casa senza spendere soldi propri o al massimo soltanto anticipandoli. L’Impresa che grazie alla misura per quei lavori, come dimostrano le statistiche, hanno aumentato di molto le commesse. Ed istituti di credito e banche che come vedremo traggono un netto vantaggio da questa misura. In effetti quando un utente accede alla banca cedendo il credito relativo al Superbonus, è la banca a pagare il 100% dei lavori al posto dell’utente. La struttura dello strumento però consente tra i 4 e i 5 anni a questo istituto di credito di recuperare tutto guadagnandoci anche sopra. Infatti il 10% differenza tra la spesa dei lavori è il bonus erogato è l’utile per l’istituto. È evidente che con la cessione del credito, il 10% che avrebbe dovuto sfruttare l’utente lo sfrutta la banca.
Detto così appare evidente che tutto dovrebbe essere identico tra banche. Infatti se è vero che la banca paga il 100% dei lavori al posto dell’utente che cede il credito, è altrettanto vero che il 10% dovrebbe essere l’utile di qualsiasi banca venga interessata dal cliente. Così non è vero, perché la situazione economica piuttosto drastica di questo particolare momento che la pandemia è la guerra in Ucraina hanno accentuato, ha rimescolato le carte in tavola. L’elevato numero di richieste di cessione del credito a tutte le banche, ha portato le stesse ad aumentare la percentuale di utile che si accaparrano dall’operazione. In genere nella cessione del credito le banche anticipano i soldi a nome e per conto del cliente. Si può operare o a fine lavori o in due stati di avanzamento.
In base alla normativa del Superbonus, le banche possono liquidare la ditta appaltatrice dei lavori solo dopo aver completato una parte non minore del 30% dei lavori. Nel caso di due pagamenti il secondo non può sopraggiungere se non sono stati completati almeno il 60% dei lavori. Anche questo è un fattore determinante perché in base all’offerta della banca scatta anche la convenienza per l’utente. Infatti se è vero che la banca può decidere quando e come anticipare i soldi è altrettanto vero che ci sono banche che non erogano tutta la somma anticipatamente. In questo caso l’utente dovrebbe anticipare i soldi di tasca propria salvo poi recuperarli con la banca nel momento in cui la stessa effettua il secondo bonifico. Già questo è un fattore determinante nella scelta di quale stile utilizzare per la gestione del credito da parte dell’utente.
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