Salario minimo in Europa, ma come siamo messi in Italia?

salario minimo

Il salario minimo in Europa trova l’accordo tra gli Stati membri. Ma cosa succederà nel nostro Paese, è contrasto in politica.

Salario minimo in Europa, l’accordo che tutela la dignità del lavoro

Il salario minimo diventerà realtà all’interno di tutti gli stati membri. La decisione sull’accordo è stato frutto di una lunga maradona, di fatto presentata nel 2020. Tuttavia la situazione è che ci sono Paesi che già adottano il salario minimo, mentre altri Paesi come l’Italia che dovranno introdurlo. Ma non è un obbligo, perché ogni singolo Paese rimarrà sovrano in tale tematica. Ma sarà compito del Consiglio europeo definire quelle che sono le linee guida da seguire e saranno uguali in tutti i Paesi membri.

Un passo in avanti in materia di lavoro e di tutela dei lavoratori. In Bulgaria il salario minimo è stabilito in circa 300, il valore attualmente più basso. Altri esempi di salario minimo in Europa sono: Ungheria è di 442 euro, Romania (458) e Lettonia (500). Mentre ha un valore di circa 2200 nel Lussemburgo, il più elevato in ambito europeo. Quindi ci sono delle differenze tra Stato e Stato. Ma del resto sono importi legate alle economie di ogni paese. La decisione, si spera possa creare delle nuove opportunità di lavoro, come è avvenuto in Germania.

Salario minimo, a che punto siamo in Italia

Il salario minimo secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro è l’ammontare di retribuzione minima che per legge un lavoratore riceve per il lavoro prestato in un determinato lasso di tempo,  e che non può essere ridotto da accordi collettivi o contratti privati. In Italia non esiste una legge che introduca il salario minimo.

La decisione sul salario minimo ha acceso le attenzioni tensioni all’interno del nostro Paese. Anche se il salario minimo punta a garantire l’occupazione, la tutela anche dei quelle categorie di lavoro più fragili, come i raider, diventati indispensabili proprio durante il periodo di lockdown. Una figura che ha permesso e che ha mantenuto l’economia durante lo stop generale, garantendo la presenza sul territorio.

Secondo i dati INPS sono più di 5 milioni gli italiani dipendenti che hanno uno stipendio inferiore ai mille euro mensili. Ma anche tante, troppe che lavorano per meno di 9 euro lorde l’ora.

Le reazioni del mondo politico

In Italia il testo di legge sul salario minimo è una proposta ferma in Senato. Ad oggi che vuole fissare il salario minimo obbligatorio a 9 euro lordi l’ora. Minimo già previsto da alcuni contratti collettivi. Immediate le risposte del nostro mondo politico e non solo. Secondo il Ministro del lavoro Orlando, l’accordo raggiunto è un valido aiuto per i lavoratori.

Il Presidente di Confindustria, Bonomi, avverte che non deve essere toccata la trattazione collettiva nazionale. Anche se Landini, segretario nazionale della cgil, invece si dice molto preoccupato soprattutto per le condizioni lavorative dei dipendenti. Felice anche Conte, che da leader del movimento 5 stelle, definisce quella del salario minimo una battaglia portata avanti, da sempre, dal movimento.

Ma il centrodestra nella maggioranza la pensa diversamente. «Il salario minimo per legge non va bene perché è contro la nostra storia culturale di relazione industriali. Il salario non può essere moderato ma deve corrispondere alla produttività», ha chiarito il ministro Renato Brunetta.

Altre precisazioni sul coinvolgimento delle parti sociali

Esprime grande soddisfazione attraverso un tweet, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Nei nostri orientamenti politici abbiamo promesso una legge per garantire salari minimi equi nell’Ue. Con l’accordo politico di oggi sulla nostra proposta su salari minimi adeguati, portiamo a termine il nostro compito. Le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro paghi”– dichiara.

Tuttavia il Consiglio Europeo è stato molto chiaro: le parti sociali devono essere coinvolte. Inoltre gli aggiornamenti sui salari avverranno almeno ogni due anni. E perno importante saranno appunto le parti sociali che dovranno contribuire nelle procedure di definizione e aggiornamento dei salari minimi legali. Non ci resta che attendere che in Italia ci sia un accordo che preveda di tutelare sempre i lavoratori e che garantisca un minimo di salario sufficiente alla sussistenza del lavoratore e della sua famiglia.

 

 

 

 

Informazioni su Francesca Cavaleri 558 Articoli
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