Aumento delle spese? Le famiglie cambiano abitudini, ecco cosa tagliano

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È davvero da troppi mesi ormai che la vita degli italiani è cambiata drasticamente per via degli aumenti del costo della vita. Tutto è aumentato, dalle bollette per le utenze domestiche di luce, acqua e gas, ai carburanti, dai beni di prima necessità e quindi anche da quelli alimentari, a quelli che possiamo definire hobby. E inevitabilmente sono cambiate le abitudini degli italiani. Infatti ciò che prima si poteva fare adesso per ovvie ragioni economiche non si può fare più. E gli italiani si stanno adeguando al cambiamento.

Per coprire le bollette cambiano le abitudini dei cittadini4

Non c’è momento di crisi in cui una persona non sceglie quali sono le priorità. Inevitabile che anche in questa fase di grave crisi economica partita ormai da oltre due anni con l’inizio della pandemia, gli italiani iniziano a tagliare il superfluo. L’aumento enorme delle bollette dell’energia elettrica, del gas metano e dell’acqua, impatta in maniera evidente sulle finanze di una famiglia. Stesso discorso i può fare anche per l’aumento del carburante che ha reso l’utilizzo della macchina un vero e proprio lusso. Se a questo aggiungiamo l’aumento del costo della vita anche per i beni di prima necessità, perché sono implementati i prezzi anche dei prodotti alimentari, è evidente che dove si può si stringe la cinghia. E le famiglie cambiano le loro classiche abitudini, eliminando il superfluo dal paniere delle spese mensili ed annuali.

Quali sono le spese che le famiglie adesso tagliano alla luce dell’aumento del costo della vita

Inevitabile che si parte dalle vacanze quando si parla di spese superflue. Molti storceranno il naso nel considerare le vacanze una cosa superflua. Infatti il meritato riposo dopo un anno di lavoro da molti era da sempre visto come una priorità. Oggi però alla luce di quello che abbiamo detto prima e quindi per la grave crisi economica, non sono pochi gli italiani che rinunceranno a questi periodi di relax per risparmiare soldi che serviranno per le esigenze primarie di un nucleo familiare. Anche gli hobby rientrano in questa categoria di spese superflue. È la Confcommercio per il tramite del suo ufficio statistico a mettere in luce questo aspetto della vita degli italiani a cui prima nessuno ci aveva pensato. Ormai sull’economia di un nucleo familiare le spese obbligatorie, cibo, bollente e carburante per esempio, incidono quasi per il 43%. Una percentuale enorme del budget complessivo annuale di una famiglia. E si taglia altrove.

I dati dell’allert di Confcommercio su aumento e crisi

Secondo la Confcommercio quindi il primo impatto di questo cambio di abitudini delle famiglie riguarda sicuramente le vacanze estive. Molte le famiglie che hanno già rinunciato al viaggio organizzato in tempi non sospetti. E molte altre ci stanno pensando in questi giorni, con le rinunce e le disdette che fioccano mai come in questa fase. Ma è inevitabile che il cambio di questa esigenza porti molto famiglie anche a rinunciare a hobby che prima facevano parte della quotidianità. Parliamo della palestra per esempio piuttosto che dello sport. Ma se gli hobby e il superfluo che possono essere le vacanze, sono un aspetto del problema, bisogna allargare il campo anche ad altro. Perché una crisi di questo tipo finirà necessariamente con l’incidere anche sulle spese che tanto superflue prima non erano.

Cambiano le necessità e si rinviano acquisti già programmati

Per esempio piuttosto che cambiare auto senza pensarci troppo, non sono poche le famiglie che hanno rimandato a tempi migliori questo acquisto. Si propende a sistemare la vecchia auto piuttosto che comperarne una nuova. Un discorso simile che si può fare per un televisore, un frigorifero, la lavatrice e così via. Figuriamoci chi aveva programmato di cambiare la cucina di casa, oppure di sistemare il box auto e così via. I risvolti della crisi saranno davvero cosa comune in molti settori. Questo perché incideranno molto proprio su tutto il tessuto economico globale della nazione, con le famiglie che andranno ad ingessare interi settori lavorativi che prima erano funzionali e funzionanti. Ma la preoccupazione di molti è che questa grave situazione tenderà sempre ad andare peggio. Soprattutto dal momento che se i soldi non circolano, anche in cose non propriamente di primaria necessità, le ricadute anche a livello occupazionale sugli addetti ai lavori di questi settori saranno enormi e continueranno a far aumentare questo stato di necessità della nazione.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.