Condominio: non si possono usare telecamere finte come deterrente

L’installazione di videocamere per la videosorveglianza è un’attività che prevede la gestione di dati personali e di conseguenza, come risaputo, è necessario operare nel rispetto del GDPR (General Data Protection Regulation), ma cosa succede nel caso in cui le telecamere siano finte oppure ci siano cartelli, ma non le telecamere? Secondo il Garante Privacy, tale attività non è lecita, ecco perché!

Video-sorveglianza in condominio: regole

L’installazione di sistemi di videosorveglianza richiede che siano rispettate le norme previste dal GDPR. Per quanto riguarda i condomini, l’articolo 1122 ter del codice civile (introdotto con legge 120 del 2012) chiarisce che i condomini che vogliono dotarsi di sistemi di video-sorveglianza devono apporre idonei cartelli che informino tutti gli utenti dell’installazione del sistema di video-sorveglianza ed è vietato eseguire riprese in aree non comuni. I singoli condomini invece che vogliono installare sistemi simili, devono assicurarsi di riprendere solo spazi privati. Anche in questo caso deve essere data idonea informazione a coloro che frequentano il luogo.

False telecamere e cartelli come deterrente: si possono installare?

Non manca però chi in realtà non intende realmente riprendere, ma decide di installare come deterrente finte telecamere oppure applicare dei cartelli senza che il sistema di video-sroveglianza sia realmente presente. A questo proposito sono quindi state proposte istanze chiarificatrici al Garante Privacy che ha risposto con un Provvedimento Generale del 29 aprile 2004. L’installazione di telecamere finte oppure l’applicazione di cartelli finti non può essere considerata gestione e trattamento di dati personali. Il Garante sottolinea quindi che in questo caso non trova applicazione il regolamento GDPR, ma tali comportamenti possono comunque esporre a richieste di risarcimento danni, infatti la sola applicazione di telecamere finte o cartelli può portare i soggetti interessati a cambiare il loro comportamento e quindi ad essere condizionati nei movimenti e questo a seguito di un affidamento incolpevole sul fatto che in zona ci sia la video-sorveglianza.

Nadia Pascale

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