Pensioni bloccate dall’INPS se non si provvede a produrre documentazione RED o INV CIV

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È ripartita la macchina dei controlli da parte dell’INPS per quanto riguarda le pensioni. L’INPS passa al setaccio tutte quelle pensioni che hanno una parte dei trattamenti previdenziali percepiti, collegate al reddito o a determinate condizioni di disabilità. In pratica tutti gli interessati alla presentazione del modello RED oppure della dichiarazione INV CIV, se non vi hanno ancora provveduto devono fare presto per evitare che la pensione venga bloccata alla fonte cioè da parte dell’Istituto. Si tratta di una specie di salvaguardia, che adesso i pensionati possono utilizzare per evitare problemi più seri del semplice taglio delle prestazioni aggiuntive.

L’INPS passa al setaccio le pensioni, ecco cosa accade adesso

Come si sa tutti i contribuenti e pensionati che non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi canonica, quindi col modello 730 oppure con il modello Redditi persone fisiche (Redditi PF), devono provvedere ad un adempimento nei confronti dell’INPS. Questo adempimento altro non è che la presentazione ogni anno del modello RED con allegato, in alcuni casi, il modello INV CIV. Con il RED in pratica, il titolare della pensione va a dichiarare all’Istituto previdenziale tutti i redditi che possono incidere sul diritto alle prestazioni aggiuntive. E quando si parla di prestazioni aggiuntive si fa riferimento a prestazioni quali il trattamento integrativo o la maggiorazione sociale per esempio. Con l’altro modello (INV CIV) invece, chi percepisce prestazioni collegate alle invalidità deve dichiarare eventuali ricoveri in strutture ospedaliere statali o collegate al servizio sanitario nazionale. Ricoveri al manifestarsi dei quali si perde il diritto alla prestazione per tutta la durata del ricovero.

Cosa accade adesso alle pensioni interessate dai controlli dell’INPS

In linea di massima il modello RED va presentato ogni anno entro la fine del mese di febbraio. Lo stesso è successo quest’anno, cioè entro tale data i pensionati dovevano intervenire. Dal primo giugno scorso però l’INPS ha dato la possibilità a quanti non vi hanno ancora provveduto, di presentare tutta la documentazione sulle pensioni, con scadenza che slitta al 28 febbraio 2023. Il trattamento previdenziale spettante infatti rischia di essere congelato e bloccato dall’INPS nel caso in cui la richiesta di esibizione di questa documentazione non venga prodotta dal pensionato a cui lo stesso Istituto previdenziale l’ha richiesta.

Come provvedere a produrre la documentazione all’INPS

Esibire il modello RED o il suo allegato è necessario quindi per evitare problemi relativi all’erogazione della pensione da parte dell’Istituto nazionale di previdenza sociale italiano. L’adempimento come al solito può essere espletato in maniera telematica. Gli strumenti sono sempre gli stessi e cioè quelli utili ad accedere all’area riservata del sito dell’INPS. L’accesso è consentito come sempre per il tramite del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o tramite la Carta d’identità elettronica (CIE). Per chi non è munito di tali strumenti, resta utilizzabile una seconda via. C’è la possibilità di farsi assistere da Centri di Assistenza Fiscale (CAF), da patronati o dagli altri operatori autorizzati. Per eventuali informazioni c’è anche il numero verde dell’Inps. Contact Center che può essere utilizzato da telefonia fissa al numero 803 164, oppure da cellulare al numero 06 164 164.
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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.