Riscaldamento a pellet: quanto dura un sacco? Quale resa?

Si è visto in precedenza che per il costo del pellet c’è un vero e proprio allarme perché, rispetto al pre-stagionale di un anno fa, il prezzo è praticamente raddoppiato, per capire se però effettivamente conviene occorre determinare in linea di massima quanto dura un sacco di pellet.

Da cosa dipende la durata del sacco di pellet?

La durata di un sacco di pellet da 15 kg dipende da diversi fattori, proveremo qui ad elencare i principali e poi procederemo a una simulazione media, solo in questo modo sarà possibile capire quanto consuma una stufa a pellet in una giornata.

Le variabili da considerare sono:

  • fascia climatica: l’Italia è divisa in sei regioni climatiche, ad esempio nelle zone del sud solo raramente le temperature arrivano sotto lo zero, in queste zone i consumi sono ovviamente ridotti. Una stufa fa più fatica, quindi impegna più energia a riscaldare se l’immobile è collocato in una fascia climatica fredda;
  • dimensioni dei locali da riscaldare: non contano solo i metri quadri, ma anche il volume, lo stesso può essere leggermente ridotto con uso di cartongesso che ha anche un buon livello di isolamento termico;
  • isolamento termico dell’immobile;
  • temperatura che ci vuole raggiungere;
  • qualità del pellet utilizzato.

Leggi anche: Pellet: quanto costa? Conviene o è preferibile il metano?

Simulazioni: quante ore dura un sacco di pellet?

Queste sono le principali variabili. La simulazione fatta riporta i risultati di un immobile con un buon isolamento termico, in fascia climatica appenninica, quindi intermedia caratterizzata da inverni lunghi, ma con precipitazioni nevose solo ad elevata quota. L’immobile della simulazione consiste in 120 mq calpestabili e adotta un bruciatore a pellet collegato all’impianto di riscaldamento con potenza 14Kw e ha una temperatura impostata intorno a 21°C.

Questa tipologia di stufa funziona in automodulazione, cioè appena messa in funzione brucia una maggiore quantità di pellet, la stessa va poi a diminuire nel momento in cui la temperatura del liquido riscaldante diventa man mano più elevata. Raggiunta la temperatura pre-impostata il bruciatore ha un consumo ridotto, circa 700 grammi a ora. Naturalmente vi possono essere delle piccole varianti in base alle varie marche di bruciatore per il pellet.

In tali condizioni un sacco di pellet, di qualità medio-alta (abete), ha una durata di circa 7 ore continuate. La stufa a pellet consuma di più se durante l’arco della giornata viene accesa e spenta più volte. Ad esempio la mattina presto e poi di nuovo al pomeriggio, mentre ha un consumo inferiore se si opta per un’unica accensione.

Ricordiamo che un immobile con un buon isolamento termico disperde poco calore, questo vuol dire che in una zona climatica intermedia, al mattino la casa è ancora calda.

Come gestire la stufa a pellet senza sprechi

Dalla premessa fatta emerge che nei periodi non particolarmente freddi, ad esempio nei primi mesi dell’autunno e in primavera è possibile con una buona gestione consumare meno di un sacco di pellet al giorno, nei mesi invece con temperature più basse si può arrivare ad avere la stufa a pellet in funzione per 12 ore con 1,5 sacchi di pellet al giorno. Naturalmente un appartamento più piccolo consuma meno, uno più grande tende a consumare di più. Così come incrementi vi possono essere in zone climatiche molto fredde, ad esempio Valle d’Aosta o Piemonte.

Per risparmiare è bene anche installare delle valvole termostatiche.

Nadia Pascale

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