Cartelle esattoriali, è in dirittura d’arrivo la rottamazione quater

regolarizzare cartelle esattoriali

Martedì potrebbe giurare il nuovo Governo e già ci sono molte indiscrezioni sui provvedimenti che saranno adottati fin da subito, tra questi, oltre ad interventi volti ad affrontare il caro bollette, vi è la pace fiscale con la rottamazione Quater. Continuano a trapelare informazioni circa i dettagli del provvedimento che potrebbe portare a sanare numerose cartelle esattoriali.

Rottamazioen quater: saranno comprese anche le cartelle esattoriali rottamate e decadute?

La rottamazione quater è il cavallo di battaglia della Lega da ormai molto tempo. Gli ostacoli da superare sono di tipo economico, infatti è necessario fare in modo che non vengano meno le entrate fiscali necessarie a fornire i vari servizi pubblici. Nonostante questo, è molto probabile che un qualche intervento vi sarà al fine di evitare di aggravare la situazione già compromessa di molte famiglie e imprese. In base alle indiscrezioni rese note dal quotidiano di Confindustria, Il Sole 24Ore, sembra che la nuova pace fiscale includa anche le cartelle esattoriali decadute dai precedenti provvedimenti.

Sono numerosi infatti i soggetti che a causa della pandemia non sono riusciti a far fronte al pagamento della rottamazione ter e di conseguenza sono decaduti. A questo proposito ricordiamo che il 30 novembre, con termine ultimo di pagamento il 5 dicembre, scade l’ultima rata della rottamazione ter.

Rottamazione quater fino ai carichi fiscali di giugno 2022

La rottamazione quater quindi sarebbe un vero e proprio maxi condono fiscale e dovrebbe riguardare i carichi fiscali affidati alla riscossione fino a giugno 2022, quindi fino a pochi mesi fa.

In questa prospettiva, non ancora confermata, la nuova pace fiscale andrebbe a ricomprendere anche molti debiti fiscali maturati con l’emergere della crisi energetica.

Tra le ipotesi allo studio c’è anche uno sconto su sanzioni e interessi che dovrebbe portare a una riduzione fino al 5%, come forfait, mentre resterebbe dovuto il pagamento del debito iniziale.

Infine, il piano dei versamenti potrebbe essere portato a una rateizzazione fino a 10 anni, un termine su cui molti hanno però dei dubbi perché metterebbe in difficoltà le casse dello Stato. Proprio per questo l’ipotesi più credibile è che il piano di rateizzazione possa scendere a 5 anni.