NASpI: spetta la tredicesima mensilità ai percettori?

La Naspi è la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e si percepisce per un periodo massimo di 24 mesi a coloro che hanno involontariamente perso il lavoro. Molti lavoratori si chiedono: spetta la tredicesima mensilità a chi percepisce la Naspi?

Chi percepisce la tredicesima mensilità?

La tredicesima mensilità è un pagamento ulteriore erogato a lavoratori e pensionati generalmente nel mese di dicembre, una sorta di gratifica natalizia corrispondente a uno stipendio mensile. Spetta a pensionati e lavoratori indipendentemente dal reddito percepito.

La Naspi invece nasce nel 2015 in sostituzione di altre forme di sussidio riconosciuto a coloro che perdono il lavoro. Il presupposto della Naspi è che il lavoro non sia stato perso volontariamente (disoccupazione involontaria) quindi in caso di dimissioni, solo in limitati casi viene riconosciuto, cioè in caso di dimissioni per giusta causa, negli altri casi non si ha diritto a questo assegno.Per poter presentare la domanda è necessario recarsi al centro per l’impiego e dare la propria disponibilità ad accettare offerte di lavoro ( patto di servizio).

La durata della percezione e l’ammontare dipende dalla durata del rapporto di lavoro, massimo però si può percepire per 2 anni e all’ammontare dello stipendio percepito (importo massimo 1.360,77 euro) con decalage mensile del 3%.

Leggi anche: NASpI: si può ottenere anche in caso di licenziamento disciplinare?

I percettori di  Naspi ricevono la tredicesima mensilità?

Fatta questa premessa, la normativa purtroppo non prevede la corresponsione dell’assegno di disoccupazione Naspi con la mensilità aggiuntiva. Di conseguenza non sarà versata la tredicesima mensilità. Ricordiamo però che i percettori NASpI dovrebbero aver ricevuto già il bonus di 200 euro previsto dal decreto Aiuti Bis, mentre potranno ricevere insieme ai pensionati e quindi con la mensilità di novembre il bonus di 150 euro previsto dal decreto Aiuti Ter per le persone che hanno un reddito personale inferiore a 20.000 euro. Essendo già noti i dati reddituali all’INPS, la misura sarà corrisposta in modo automatico senza bisogno di alcuna autocertificazione.

Nadia Pascale

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