Gli italiani sono spaventati dal costo dell’energia e solo una piccola parte delle famiglie ha ricevuto il bonus sociale consistente nello sconto in bolletta, proprio per questo si sta pensando di sganciare il riconoscimento del bonus sociale dal reddito Isee.
Attualmente le famiglie che hanno presentato il modello Isee e hanno un “indice della situazione economica equivalente” inferiore a 12.000 euro ricevono uno sconto sulla bolletta energetica. Nonostante questo, dei fondi stanziati sono rimasti inutilizzati, questo avviene perché molti non sono a conoscenza di tale opportunità, sebbene su ogni bolletta il foglio informativo contenga questa informazione. Inoltre sono in molti a non richiedere il modello Isee sebbene in seguito alla sua compilazione, il riconoscimento del bonus sia automatico. Per questo motivo il nuovo Governo, in accordo anche con l’ex ministro Giorgetti sta pensando di studiare una soluzione alternativa che consenta di collegare la prestazione a un limite di reddito.
Le difficoltà sono rappresentate dal fatto che il reddito viene determinato in modo individuale mentre l’Isee comprende i redditi e le sostanze di tutto il nucleo e quindi rappresenta meglio la situazione globale del nucleo che deve ottenere il vantaggio del bonus sociale. Potrebbe ad esempio capitare che la fattura energetica sia intestata al membro della famiglia che ha un reddito più basso e che riceva quindi l’aiuto una famiglia che nel complesso è tutt’altro che povera. Questo fattore genera difficoltà nell’individuare le fasce di bisogno più critiche.
Attualmente le risorse stanziate e non utilizzate rappresentano circa la metà dei fondi. Un’altra possibile soluzione potrebbe essere quella di innalzare la soglia Isee.
Non sembrano invece esserci cambiamenti in vista per quanto riguarda il contrasto al caro bolletta in favore delle imprese, molto probabilmente si continuerà sulla strada del credito di imposta e quindi per la proroga delle misure attualmente già in vigore. Le norme attualmente in vigore hanno durata fino al 30 novembre e dovrebbe esservi già già nel primo decreto del nuovo Governo la proroga al 31 dicembre 2022.
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