Circola ormai da ore la notizia che il tetto all’uso del contante innalzato a 5.000 euro è sparito dal decreto Aiuti Quater, ma cosa sta succedendo?
Mancano ormai poche ore alla pubblicazione del tanto agognato decreto Aiuti Quater e arrivano brutte sorprese per chi pensava di poter usare liberamente il contante fino a 5.000 euro. Le prime indiscrezioni ci sono state già ieri sera, poi è arrivata la conferma, il tetto all’uso del contante previsto nel decreto Aiuti Quater non c’è più. La norma aveva portato il tetto all’uso del contante da 2.000 euro a 5.000 euro, le proposte iniziali erano di portare tale limite addirittura a 10.000 euro.
In molti avevano criticato questa scelta in quanto potrebbe aumentare la potenziale evasione e ha fatto scalpore una lettera arrivata al Corriere della Sera di un artigiano che candidamente ammetteva che grazie a questa soluzione poteva dare ai clienti prodotti non fatturati facendo loro risparmiare sul prezzo. La lettera inziava candidamente così: “Sono uno dei tanti che fattura solo una parte delle sue entrate e prima vivevo nel timore di essere segnalato all’Agenzia delle entrate“. La mancata fatturazione, dice l’artigiano, consente di risparmiare su Iva, Irpef e contributi.
Forse è stata proprio questa lettera a portare il Presidente della Repubblica Mattarella che, ricordiamo, “promulga le leggi ed emana i decreti legge” dopo un controllo sul rispetto della Costituzione, a indurlo a chiedere al Governo di eliminare questa norma del decreto Aiuti Quater.
La motivazione formale è che l’aumento del tetto del contante a 5.000 euro non è una misura avente il carattere dell’urgenza e di conseguenza non può essere inserito all’interno del decreto legge. Secondo fonti varie, la segnalazione del problema sarebbe stata fatta dal Presidente Mattarella a Giorgia Meloni in via informale nei normali rapporti di interlocuzione tra Colle e Palazzo Chigi. Occorre ricordare che nella formulazione presente nel decreto Aiuti Quater l’innalzamento del limite al contante a 5.000 euro sarebbe comunque entrata in vigore solo da gennaio 2023 e proprio questa caratteristica ha fatto propendere per la non urgenza del provvedimento.
Naturalmente il Governo ha promesso di inserire tale norma all’interno della legge di bilancio ci sarà ancora ulteriore tempo quindi per scrivere il provvedimento. Questa però non è l’unica novità, infatti il ministro Giorgetti ha dichiarato ieri che nella legge di bilancio ci saranno provvedimenti di pace o tregua fiscale, ma nessun condono penale per chi incorre in reati tributari. La bozza della legge di bilancio dovrebbe arrivare in Parlamento alla fine della prossima settimana.
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