Lo sciopero benzinai è già stato annunciato per fine mese. E’ la reazione dei benzinai al seguito di quanto previsto dal Decreto Trasparenza.
Il Governo ha deciso di potenziare i controlli sui rifornimenti e bloccare le speculazioni sui listini. Il monitoraggio deve essere svolto in maniera giornaliero e non più settimanale. Inoltre arriva l’obbligo per il gestore di esporre con evidenza, oltre il prezzo praticato, anche il prezzo medio pubblicato quotidianamente del Ministero delle imprese. Questo potrebbe aiutare il guidatore a capire se gli conviene o meno rifornirsi proprio in quel posto, piuttosto che un altro. Ma la decisione sembra non essere piaciuta ai distributori di benzina su tutta la rete, che lamentano di essere diventati il bersaglio di tutti.
Il Decreto Trasparenza ha già prodotto i suoi effetti. Si quelli da parte delle associazioni dei rifornimenti che hanno già annunciato due giorno pieni di sciopero: 25 e 26 gennaio. Lo sciopero dei gestori sarà dalle ore 19 di martedì 24 gennaio alle ore 7 di venerdì 27 gennaio. Uno sciopero indetto da diverse sigle tra cui: Faib- Confesercenti e Fegica, Figisc, e Confcommercio.
Nei due giorni di stop sarà avviata una campagna di controinformazione sugli impianti. Inoltre sarà previsto un presidio sotto il Palazzo di Montecitorio in segno di protesta contro le decisioni prese dal Governo Meloni. Dall’altra parte il premier ha difeso la sua scelta sottolineando che con il taglio delle accise non ci sarebbero stati gli altri aiuti per le famiglie per far fronte all’inflazione e all’aumento del costo delle bollette.
Lo sciopero è un diritto e questa è una verità. Così mentre i distributori annunciano lo sciopero per salvaguardare i lavoratori della loro categoria, i pressi della benzina iniziano a scendere. Ad oggi, i prezzi medi nazionali a litro sono:
Anche se si registrano prezzi più elevati sulle autostrade, anche perché lì c’è un problema di maggiore costi legati alle eventuali concessioni. Tuttavia i prezzi nel frattempo cominciano a scendere per effetto del prezzo del greggio. Inoltre in tutta Italia i prezzi non sembrano essere omogenei, anche per effetto della vicinanza dalle zone di raffinazione, ma questo è un fenomeno che si è sempre verificato. Ma alla fine dei conti ad oggi il problema è dei guidatori che devono spendere più soldi per rifornirsi.
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