L’Unione Europea ha siglato una stretta sulle emissioni inquinanti Co2 provenienti dai veicoli a motore endotermico. Dal 2035 ci sarà il divieto di immatricolare veicoli endotermici, mentre già dal 2030 i produttori di auto dovranno ridurre le emissioni inquinanti rispetto al 2021 del 55%. Questo vuol dire che già ora sono indotte ad adottare soluzioni innovative e tra queste vi potrebbe essere l’e-fuel, ma di cosa si tratta?
Gli e-fuel (electrofuel powerfuel Power-to-X (PtX) ) sono combustibili liquidi o gassosi derivanti da processi energivori alimentati da energia elettrica rinnovabile. Il loro punto di forza è determinato dal fatto che possono essere usati con i motori endotermici e quindi in teoria potrebbero salvare i veicoli che adottano tale tecnologia. Gli e-fuel nascono da un processo di elettrolisi che scinde l’idrogeno e l’ossigeno, l’idrogeno si miscela con la CO2 estratta dall’aria e convertito in liquido.
Questo processo è condotto utilizzando energia elettrica, la stessa è però prodotta da fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico) quindi con energia elettrica non inquinante, cioè non derivante dalla combustione di fossili come gas o carbone. A ciò si aggiunge che le emissioni di CO2 sono identiche alla quantità di CO2 ( anidride carbonica) in precedenza assorbita per il completamento del processo di produzione di e-fuel.
Uno dei vantaggi dell’e-fuel è determinato dal fatto che può essere utilizzato in combinazione con i carburanti tradizionali, tra cui benzina e diesel, andando però a contribuire a una riduzione delle emissioni inquinanti generalmente prodotte da quel tipo di carburante/motore.
Questo è il motivo l’e-fuel non viene considerato un carburante inquinante.
La vera domanda da porsi è però un’altra: si riuscirà in un così breve lasso di tempo a produrre energia da fonti rinnovabili utile a tutte le tecnologie che normalmente utilizziamo? Ad esempio, il motore elettrico ha bisogno di alimentazione, le case e le fabbriche hanno bisogno di energia.
A ciò si aggiunge un ulteriore fattore non poco importante, cioè il costo del biocarburante/e-fuel che ad oggi è di circa 20 euro al litro. Chi potrebbe permetterselo?
L’e-fuel deve essere distinto dai biocarburanti, questi infatti derivano dalla lavorazione di sostanze organiche di scarto, vegetali o animali, ad esempio rifiuti e scarti di lavorazione di mais o soia, ma anche alghe marine e micro-alghe. Uno dei problemi dei biocarburanti deriva dal fatto che porta ad un massiccio uso di suolo che potrebbe indurre un’ulteriore deforestazione mettendo comunque a rischio l’equilibrio del pianeta.
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