Tasse per le partite Iva, ma come si calcolano nei vari regimi?

Tasse per le partite Iva sono il punto debole per i professionisti e per i lavoratori autonomi in generale. Un breve panorama su quello che c’è da pagare.

Tasse per le partite Iva, i diversi regimi di tassazione

E’ tempo di dichiarazione dei redditi e  quindi di tasse da pagare anche per i liberi professionisti e lavoratori autonomi. Se il calcolo di quello che c’è da pagare, per i lavoratori dipendenti, è un pò più semplice lo stesso non vale per questa categoria di lavoratori. Ebbene perché la tassazione dipende dal regime scelto. Infatti ad oggi, esistono tre diversi regimi di tassazione:

  • forfettario;
  • ordinario;
  • semplificato.

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato, destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni. Possono accedere al regime i contribuenti che nell’anno precedente hanno:

  • conseguiti ricavi o percepito compensi non superiori a 85 mila anni. Si ricorda che prima della Legge di Bilancio 2023 l’importo massimo previsto era 65 mila euro;
  • sostenuto spese per un importo complessivo, non superiore a 20 mila euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costitutivo da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Il regime forfettario prevede l’attuazione di una tassazione agevolata del 15% oppure del 5% per le giovani partite Iva. In particolare si può usufruire del 5% per i primi cinque anni dell’attività individuale. Tuttavia sono state introdotte delle nuove regole. Infatti è stato introdotto un tetto di 100 mila euro quando viene superata l’uscita immediata già per l’anno in corso.

Il regime ordinario cosa prevede?

Il regime ordinario è un regime contabile obbligatorio per società di grandi dimensioni o con un fatturato elevato. Questo regime richiede una contabilità articolata e diversi registri da tenere e presentare alle autorità. Prevede anche il pagamento di:

  • IVA (Imposta sul valore aggiunto),
  • IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche),
  • IRES (Imposta sul reddito delle società),
  • IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive).

La tassazione, nel sistema ordinario, è calcolata in base al principio di progressività, con aliquote IRPEF che aumentano in proporzione al reddito che viene generato dalla tua attività:

  • redditi fino a 15.000€ si applica il 23%;
  • dai 15.001€ ai 28.000€: la percentuale è del 25%;
  • dai 28.001€ ai 50.000€: si applica il 38%;
  • redditi superiori a 50.001€: la percentuale è del 43%.

Oltre queste somme occorre poi versare l’aliquota IRES del 24% sul reddito delle società. Infine c’è l’Irap che è il tributo che ogni anno occorre pagare alla Regione, circa il 3.9%.

Tasse per le partite Iva, il regime semplificato

Con un limite di ricavi annui al di sotto della soglia dei 400.000 euro, invece, è possibile accedere al regime fiscale semplificato che, tra l’altro, non prevede l’obbligo di redigere il bilancio aziendale. Le tasse sono le stesse del regime ordinario, ma in caso di persona fisica si fa riferimento agli scaglioni IRPEF, per la suddivisione del reddito. Infine nel regime semplificato il calcolo del reddito imponibile si basa sul principio di cassa, mentre su quello ordinario sul principio di competenza.

 

 

 

Francesca Cavaleri

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