Dopo la decisione del governo di tassare gli extraprofitti delle banche, per gli italiani arriva un nuovo allarme, cioè gli aumenti del conto corrente.
Al fine di contrastare gli effetti dell’aumento del costo del denaro attuato a tappe dalla Bce che di fatto hanno portato i mutui alle stelle e finanziare il taglio delle tasse previsto dalla riforma fiscale che sta per essere varata attraverso i decreti delegati, il Governo, in realtà se n’è assunta tutte le responsabilità il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha stabilito la tassazione degli extraprofitti.
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Ora sono in molti a temere una risposta da parte delle banche con l’aumento dei costi del conto corrente.
La maggior parte delle persone per motivi di lavoro, altri per comodità hanno un conto corrente, su questo avvengono addebiti, accrediti, operazioni di gestione delle operazioni ordinarie. Il conto corrente ha naturalmente dei costi che dipendono dalla banca e dalla tipologia di operazioni che si compiono.
Generalmente il costo di un conto corrente prevede una quota fissa mensile a cui si possono aggiungere costi accessori correlati alle operazioni compiute. In media ogni anno ciascuno correntista paga 94,7 euro l’anno di spese per il conto corrente, le stesse sono cresciute di 3,8 euro nell’ultimo anno, sempre in media, c’è chi lamenta aumenti più elevati.
Assoutenti, associazione dei consumatori, ha sottolineato che questo aumento della tassazione nei confronti delle banche molto probabilmente sarà scaricato dalle banche sui consumatori e lancia un nuovo allarme aumenti costi del conto corrente.
Considerando il trend rialzista degli ultimi mesi, si stima un ulteriore aumento annuo di 10,3 euro, questo dovrebbe portare le spese annuali medie a oltre 100 euro, spese di gestione che rappresentano una vera e propria tassa. Che si aggiunge effettivamente anche al bollo prelevato dai conti la cui giacenza media nel trimestre supera i 5.000 euro. L’impatto dovrebbe essere di circa mezzo miliardo di euro.
Per evitare questo effetto Assoutenti chiede al Governo di intervenire preventivamente al fine di evitare che ci siano per i consumatori ulteriori aumenti dei costi, questo anche perché effettivamente non si può fare a meno di avere un conto corrente. Gli aumenti saranno più elevati per coloro che hanno un’operatività più alta, infatti saranno con molta probabilità distribuiti tra spese fisse e commissioni.
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