È finalmente arrivata la proroga alla rottamazione quater, il nuovo termine di pagamento è al 18 dicembre, ecco tutte le novità.
Il 6 dicembre in sede di conversione del decreto Anticipi è approvato dal Senato l’emendamento che prevede la proroga dei termini per il pagamento della prima e della seconda rata della rottamazione quater. Per chi è decaduto c’è la possibilità di rientrare nei termini e non perdere i benefici. La proroga era chiesta da più parti a causa sia dei disservizi che si sono presentati al momento del pagamento della prima rata, sia della seconda rata sulla piattaforma Pago PA.
Inoltre la proroga è richiesta perché le scadenze delle prime due rate erano ravvicinate. Infine, vista l’elevata adesione e le entrate ragguardevoli, la proroga aiuta lo Stato a fare cassa.
Sebbene per cantare vittoria si debba aspettare il via libera definitivo, l’approvazione dell’emendamento lascia ben sperare, quindi chi è decaduto e vuole recuperare tenga bene a mente la data del 18 dicembre perché sarà l’ultima e unica possibilità per recuperare.
A rendere i pagamenti della rottamazione particolarmente gravosi erano due fatti ulteriori, infatti la prima rata scadeva il 31 ottobre la seconda il 30 novembre, entrambe con 5 giorni di tolleranza, ma proprio novembre e dicembre sono mesi in cui si concentrano diversi pagamenti e diverse incombenze fiscali. A ciò si aggiunge che le prime due rate della rottamazione quater oltre ad essere riavvicinate hanno un importo abbastanza alto, cioè il 10% del debito complessivo maturato.
Da più parti quindi era stata chiesta la proroga e la stessa è stata approvata in sede di conversione del decreto Anticipi, per avere il via libera definitivo basterà attendere solo ulteriori pochi giorni.
L’emendamento recita: i versamenti con scadenza il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023 si considerano tempestivi se effettuati entro il 18 dicembre 2023.
Naturalmente chi non era riuscito a pagare la prima rata e di conseguenza si considerava decaduto e non ha pensato a dover pagare la seconda, si ritrova ora a dover pagare contemporaneamente due rate che corrispondono al 20% dell’ammontare del totale del debito.
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