Per i contribuenti di minore dimensione è attivo il servizio di consulenza tributaria gratuita dell’Agenzia delle Entrate. Ecco come funziona e chi può utilizzare questo pratico strumento.
Il nuovo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate è denominato “consultazione semplificata”. Può essere utilizzato da persone fisiche, anche non residenti, e contribuenti di minori dimensioni, come le società di persone, che adottano regimi di contabilità semplificata.
Sono invece esclusi dal servizio le società in regime di contabilità ordinaria, le società di capitali e gli enti.
Il sistema è gestito attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, può essere utilizzato direttamente dal contribuente oppure tramite intermediario. Il contribuente potrà avere una consulenza presentando il caso concreto. Una volta inoltrato il quesito, il sistema farà una ricerca nella propria banca dati che comprende atti di prassi che esprimono indirizzi interpretativi fra i quali: risposte a istanze di interpello, risoluzioni, principi di diritto. Nel caso in cui tale ricerca non abbia successo, ad esempio perché il caso è prospettato in maniera errata, perché non è mai stato affrontato attraverso gli atti presenti nella banca dati o comunque non si può individuare una risposta univoca, il sistema provvederà a comunicarlo al contribuente invitandolo, nel caso, a presentare un’istanza di interpello.
La consulenza gratuita ha quindi lo scopo di evitare che siano presentate numerose istanze di interpello su questioni che sono già state risolte dall’Agenzia delle Entrate, ciò infatti porterebbe via tempo ai funzionari.
Come per l’istanza di interpello anche la risposta alla richiesta di consulenza gratuita è applicabile al solo caso presentato.
Cosa succede se il contribuente “utilizza” il consiglio fornito tramite questo sistema dall’Agenzia delle Enrate, ma poi si verifica un errore?
Ad esempio, il contribuente prospetta una determinata situazione e l’intelligenza artificiale fornisce una risposta. Nel caso concreto però il contribuente potrebbe avere omesso di fornire informazioni, oppure l’intelligenza artificiale potrebbe avere sbagliato nella ricerca di prassi e atti. Il contribuente, facendo affidamento comunque sulla risposta fornita dall’Agenzia compie l’atto sul quale ha chiesto delucidazioni, potrebbe essere, ad esempio, una questione inerente una detrazione di imposta. Dopo la presentazione della dichiarazione, si effettua un controllo (formale, automatico, accertamento) e si contesta al contribuente un errore nell’applicazione di quella stessa detrazione, cosa succede?
In questo caso il contribuente che commette un errore basandosi sulla consulenza gratuita fornita dall’Agenzia, non subisce sanzioni né versa interessi di mora nei limiti in cui si sia conformato alla soluzione fornita dal nuovo servizio di consultazione semplificata.
Deve essere sottolineato che per i contribuenti ammessi all’uso di questo servizio, il preventivo uso di questo strumento di consultazione gratuita costituisce una condizione necessaria per presentare eventualmente un’istanza di interpello.
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