Nuovo Cdm 2024, anziani, concordato preventivo e partite Iva

Nuovo Cdm 2024 prevede maggiori risorse per gli anziani, ma anche aiuti per le partita Iva ed il concordato preventivo.

Nuovo Cdm 2024, gli aiuti agli anziani

L’Italia è un paese in cui la presenza di anziani è senza dubbio massiccia. Infatti sono circa 14 milioni gli anziani presenti sul territorio. Pertanto il patto per la terza età, finanziato con oltre un miliardo di euro, prevede il mantenimento di una vita sociale dignitosa. Lo prevede il decreto legislativo sul tavolo dei Ministri.

Intanto a partire dal primo gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2026 arrivano importanti novità soprattutto per chi non è auto sufficiente. Infatti gli ultra ottantenni, non auto sufficienti, oltre all’accompagnamento riceveranno un assegno di assistenza pari a 1.000 euro al mese, se con ISEE inferiore a 6 mila euro. La quota dell’assegno è finalizzata a remunerare il costo del lavoro di cura re assistenza svolto da lavoratori domestici o l’acquisto di servizi di cura e assistenza forniti da imprese qualificate.

Nuovo Cdm 2024, tornano accertamento e concordato preventivo

Il Consiglio dei Ministri sta anche studiando in merito all’accertamento fiscale per le partita Iva ed il concordato preventivo. Con il concordato preventivo, l’Agenzia, al momento di proporre al contribuente la cifra da pagare, potrà calcolare un eventuale incremento del reddito rispetto a quello dell’anno di riferimento «fino al massimo del 10%, fatta salva la facoltà di una proposta difforme a tale limite motivata e sottoposta a contraddittorio con il contribuente prima di essere formalizzata»

Un patto a favore delle partita Iva che le mette al riparo dagli accertamenti da parte del Fisco per un biennio. Inoltre eliminata la clausola che prevedeva un voto minimo, almeno 8, nella pagella fiscale. Infatti potrà aderire chiunque, purché però non ci siano debiti tributari per importi superiori a 5 mila euro. Mentre slitta al 15 ottobre il termine ultimo per la presentazione della Dichiarazione dei redditi.

Multe anche per gli influencer

Nel mirino di un vero e proprio decreto di legge ci sono i proventi commerciali, con parte data in beneficienza e promossi dalle attività degli influencer. Infatti sulle confezioni dei prodotti pubblicizzati per eventi di beneficienza dovranno essere indicati: il prezzo, la parte che andrà in beneficienza e l’istituto a cui sono destinati.

Il non rispetto delle regole prevede delle multe severe (fino a 50 mila euro), oltre alla possibilità che venga interdetta l’attività per un anno per chi commette più volte lo stesso reato. Del resto il caso Ferragni ha creato uno sparti- acque sui controlli delle attività svolte dagli influencer, tanto da dover scendere in campo con un decreto legge.

Francesca Cavaleri

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