Meno gite scolastiche, difficoltà per i genitori e i professori

Meno gite scolastiche a causa di diversi fattori come le difficoltà economiche delle famiglie e delle responsabilità dei genitori.

Meno gite scolastiche, ecco alcune motivazioni

Le gite scolastiche sono spesso una motiva di crescita culturale per gli studenti che vi partecipano. Certo non manca il divertimento, ma ci vuole molta responsabilità anche per i professioni che devono gestire i ragazzi. Purtroppo anche i fatti di cronaca non aiutano i docenti a portare in gita i propri ragazzi.

Sembra che il 31% delle scuole ha già comunicato ai genitori nelle varie assemblee che non si partirà. Mentre l’8% degli studenti rinuncerà per motivi personali o familiari. Ed infine il 12% è in attesa di capire cosa accadrà anche e però la scelta di non partire è sempre più vicina. Del resto ormai l’anno scolastico volge al termine e quindi non ci sono speranze.

Meno gite scolastiche, altre cause

Le cause principali che costringono a rinunciare al viaggio sono la mancata disponibilità dei professori ad accompagnare gli studenti (40%) e i costi troppo elevati dei pacchetti viaggio (12%). E’ vero che esiste il bonus gite scolastiche, ma copre davvero una fascia bassa di nuclei familiari.

Tuttavia si tratta di un aiuto economico di massimo 150 euro offerto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) alle famiglie in difficoltà economiche ed erogato sotto forma di sconto sui viaggi di istruzione. Per il bonus gite sono stanziati nei mesi scorsi fondi per 50 milioni di euro. E sembra che i fondi siano ancora disponibili quindi dovrebbe esserci spazio per tutte le famiglie richiedenti.

Altro problema è legato agli altri costi

Per chi non può usufruire del bonus il costo da sostenere per mandare in gita i propri figli rimane spesso molto elevato. Il 46% dei viaggi non supererà i tre giorni, con un budget che in due casi su tre si manterrà entro i 400 euro. Mentre i prezzi aumentano quando ci si sposta all’estero e per più giorni. Il pullman sarà il mezzo preferito (56%), seguito dall’aereo (22%) e dal treno (14%).

Tuttavia sono costi che le famiglie devono affrontare e che pesano sul bilancio. Ma tra professori rinunciatari e famiglie che non possono accontentare sempre i loro figli, le gite scolastiche diminuiscono sempre più. Magari privando i giovani di un’esperienza all’estero che invece potrebbe formarli. Possiamo dare qualche consiglio? Beh forse pensarci già a settembre, subito dopo l’inizio della scuola, con prenotazioni molto anticipate potrebbe aiutare ad abbassare i costi e rendere tutti felici.

Francesca Cavaleri

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