Il contrasto all’evasione fiscale è stato l’obiettivo principale della guida dell’Agenzia delle Entrate affidata a Ernesto Maria Ruffini con il cambio di direzione è probabile che comunque si prosegua sulla stessa strada. Nel caso, uno degli strumenti più utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per il contrasto all’evasione è il risparmiometro. Ecco cos’è il risparmiometro, quando viene utilizzato e come funziona.
Il Risparmiometro è un algoritmo avanzato che confronta i redditi dichiarati dagli italiani con i risparmi dagli stessi detenuti. Eventuali discrepanze potrebbero essere indice di evasione fiscale, insomma un contribuente che risparmia quasi tutte le sue entrate o addirittura somme superiori, forse non dichiara tutto e ha delle entrate in nero.
Il risparmiometro quindi si concretizza in controlli svolti sui conti corrente, ma non solo. Possono essere oggetto di verifica i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, ma anche i disoccupati che forse più di altri potrebbero rilevare delle anomalie nei conti. I controlli sono eseguiti da Guardia di Finanza o dalla stessa Agenzia delle Entrate. I controlli sono eseguiti su conti corrente, conti deposito, carte di pagamento, Titolo di Stato, obbligazioni, azioni, fondi pensione, libretti di risparmio, buoni fruttiferi e strumenti simili. Incrociando dati e movimenti è possibile determinare se vi sono delle anomalie significative tra le entrate dichiarate dal contribuente e i risparmi. Occorre però ricordare che in base alle indicazioni del Garante della privacy, l’uso di questo strumento non può essere indiscriminato ma deve avere ad oggetto situazioni che si palesano come a rischio.
Si è detto che il risparmiometro prevede un incrocio di dati e segnalazioni di anomalie. Le situazioni del contribuente sono considerate anomale nel caso in cui ci sia una discrepanza almeno del 20%.
Cosa succede in caso di anomalie, se l’uso del risparmiometro rivela delle discrepanza, l’Agenzia delle Entrate comunica l’esito di tale controllo. Il contribuente a questo punto può fornire giustificazioni a tale anomalia, ad esempio può palesare che i risparmi sono il frutto di regalie e donazioni da parte dei genitori. Naturalmente è necessario avere delle prove delle proprie asserzioni.
Il risparmiometro può avere ad oggetto anche movimentazioni strane tra i conti, ad esempio tra conti intestati a parenti o figli. Ad esempio un soggetto potrebbe indicare ai committenti un iban di accredito a conti intestati a figli o genitori con lo scopo di non destare sospetti con troppi movimenti sui propri conti, ma in realtà anche tali movimentazioni potrebbero essere oggetto di controllo.
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