Aumento del canone di locazione, le regole per farlo correttamente

L’aumento del canone di locazione prevede delle regole ben precise e non può essere fatto in qualsiasi momento, alcuni consigli.

Aumento del canone di locazione, quando è possibile?

La durata minima per un contratto di locazione abitativa 4+4 è di quattro anni. Alla prima scadenza, si rinnova automaticamente per altri quattro anni. Dopo otto anni, il contratto può essere prorogato oppure rinnovato a nuove condizioni. Il locatore non può decidere in maniera arbitraria quando e come aumentare il canone di locazione.

Infatti i contratti di locazione classici prevedono ogni anno un rinnovo automatico in base all’indice di rivalutazione stabilito annualmente. L’indice di rivalutazione stabilito dall’ISTAT a dicembre 2024 per gli adeguamenti di gennaio 2025 è fissato a +120,2 in aumento dello 0,1% su base mensile, dell’1,1% su base annua e dell’1,7%% su base biennale (valore di riferimento per i contratti con clausola di adeguamento ogni 2 anni). Nel caso in cui il contratto è stato sottoscritto in regime di cedolare secca, l’aggiornamento annuale non può essere applicato.

Aumento del canone di locazione, l’importanza della scadenza

Non si può aumentare il canone di locazione prima della scadenza naturale del contratto, salvo il caso come già dell’adeguamento ISTAT, se previsto in contratto. Al di fuori di questi casi il canone di locazione può essere aumentato dal proprietario di casa solo in un modo. Infatti il locatore deve inviare all’inquilino, almeno 6 mesi prima della scadenza, una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la proposta di stipula di un nuovo contratto a canone maggiorato.

Se questo non viene fatto, il contratto di locazione si rinnova automaticamente, alle stesse condizioni e nulla in più dovrà dare il conduttore. Invece se l’inquilino non risponde alla proposta di aumento del canone entro 60 giorni dal ricevimento della pec o della raccomandata, la proposta si considera non accolta ed il contratto alla scadenza deve considerarsi risolto.

Le parti possono sottoscrivere un nuovo contratto

Se l’inquilino acconsente le parti andranno alla redazione di un nuovo contratto di locazione. Se si vuole si può anche decidere di apportare nuove modifiche controfirmate dalle parti, come ad esempio sulle spese condominiali o altri costi accessori. Ma nessun vieta alla parti di rinnovare il contratto di locazione alle stesse condizioni, sempre però informando l’Agenzia delle Entrate con l’invio dell’apposito modulo.

Infine la rivalutazione sull’affitto è obbligatoria se è espressamente previsto da un’apposita clausola inserita nel contratto di locazione (specificando anche se al 100% per contratti a canone libero o al 75% per contratti a canone concordato). L’adeguamento del canone mensile si dovrà fare ogni anno ed esclusione dei contratti con cedolare secca.

 

Francesca Cavaleri

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