Detrazione spese scolastiche 2025, possono arrivare fino a mille euro

Detrazione spese scolastiche 2025 per le famiglie che devono affrontare i costi per lo studio dei propri figli. Un importante aiuto, ma ecco come funzione.

Detrazione spese scolastiche 2025, innalzata la soglia

Permettere ai propri figli di studiare e formarsi vuol dire anche per le famiglie sostenere dei costi lungo tutta la carriera. A diversi livelli della formazione di un figlio ci sono dei costi che variano, ma che vanno affrontati. Tuttavia la legge di bilancio 2025 ha innalzato la soglia massima di spese detraibili per l’istruzione dei figli che frequentano le scuole statali e paritarie. Inoltre il Ministero dell’Istruzione e del merito indica, in maniera molto chiara, quali sono le spese e la misura in cui possono essere detratte.

L’articolo 1, comma 13, della legge di bilancio 2025 ha previsto l’innalzamento della soglia detraibile. Infatti passa da 800 a 1.000 (mille) euro per ogni alunno o studente, delle spese detraibili per la frequenza delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e della scuola secondaria di secondo grado presso gli istituti paritari. La legge fa riferimento a tutte le spese sostenute quest’anno, quindi potranno essere portate in detrazione con la Dichiarazione dei redditi del 2026.

Detrazione spese scolastiche 2025, cosa può essere detratto e cosa no

Prima di andare avanti è bene chiarire che la detrazione di questi costi, nulla a che fare con l’Assegno unico universale per le famiglie che hanno uno o più figli nel proprio nucleo familiare. Infatti l’Assegno unico e universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico attribuito per ogni figlio, fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili. Mentre il sostegno è legato alla formazione scolastica, quindi non vanno in contrasto e si possono prendere entrambi senza alcun problema.

Nel dettaglio le spese di istruzione detraibili comprendono:

  • le tasse di iscrizione e frequenza;
  • i contributi versati per i corsi e laboratori di lingue, teatro, musica e altre attività, purché organizzati dalle scuole frequentate;
  • il trasporto scolastico, anche se fornito da soggetti esterni alla scuola;
  • le gite scolastiche e, in genere, le attività culturali e ricreative svolte per ampliare l’offerta formativa;
  • la mensa, sia se il servizio è prestato dalla scuola ovvero fornito dal Comune o da altri Enti.

Infine non sono detraibili, invece, le spese per l’acquisto dei libri di testo, di materiali di cancelleria, di zaini, astucci e cartelle.

La percentuale di detrazione per i diversi livelli di istruzione

Le spese di istruzione e scolastiche sono detraibili al 19% della spesa totale sostenuta nel corso dell’anno d’imposta considerato. Il limite massimo di detrazione varia in base al tipo di scuola frequentata:

  • asili nido: il limite massimo dell’importo detraibile è di 632 euro per ciascun figlio (quindi la detrazione massima ammonta a 120 euro all’anno);
  • scuola materna, elementare, media e superiore il tetto massimo di spesa è di 800 euro per ogni alunno (quindi si può scaricare fino a 152 euro);
  • università pubbliche non c’è un limite massimo di spesa; quindi, la detrazione del 19% spetta sull’intero importo delle spese sostenute;
  • università non statali, l’importo delle spese detraibili non può superare la soglia stabilita da un decreto del Ministero dell’università e della ricerca (MUR).
Francesca Cavaleri

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