Durante l’appuntamento con Telefisco, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha annunciato che dal 31 marzo partiranno le prime lettere di compliance, 10.000, legate alle truffe Superbonus.
Sembra assodato che nell’ambito delle agevolazioni fiscali Superbonus vi siano state molte truffe, soprattutto all’inizio, quando la normativa era scarna e priva di paracadute nei confronti di usi anomali. Proprio nei primi mesi, con bonus al 110%, con possibilità di avvalersi di cessione del credito e sconto in fattura, quindi senza di fatto anticipare le spese per i lavori, senza limiti ai prezzi per i vari interventi, ci sono stati molteplici abusi.
Più volte si è detto che il Superbonus ha generato un incremento notevole del debito pubblico e sottratto risorse alle fasce più deboli, mentre su altri fronti si sottolinea l’effetto positivo sul PIL. Resta che l’Agenzia delle Entrate ha continuato i controlli su usi e abusi del Superbonus.
Controlli effettuati anche sugli immobili per i quali i contribuenti hanno fruito delle agevolazioni e per i quali non risulta l’aggiornamento della rendita catastale. Le prime 10 mila lettere di compliance che partono a fine mese e interessano proprio gli immobili in cui la rendita è pari a zero anche in seguito alla ristrutturazione finanziaria eseguita usufruendo del Superbonus.
In base alle dichiarazioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate i primi controlli e lettere riguardano proprio i ruderi, case in costruzione ed edifici collabenti. Seguiranno controlli su altre tipologie di anomalie. Sia chiaro, il contribuente riceve un avviso, o lettera di compliance e può dimostrare le sue ragioni. Ovviamente sarà difficile capire perché un immobile per il quale sono stati spesi soldi pubblici per interventi di efficientamento energetico che comprendono sostituzione di infissi, rifacimento di impianti, cappotti termini, impianti fotovoltaici, continui a risultare come rudere e avere una rendita catastale pari a zero. Al verificarsi di ciò due sono le possibilità:
Dalle dichiarazioni di Vincenzo Carbone, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, emerge che la maggior parte delle anomalie sono riscontrate in Campania (provincia di Napoli), in Calabria (soprattutto provincia di Reggio Calabria), seguite da Lazio (provincia di Roma) e da Veneto (provincia di Treviso). Seguono le province di Bari, Cosenza, Frosinone e Messina.
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