Rivoluzione 730: “Pagate con carta o niente rimborsi” | Zero euro per chi usa i contanti

Come compilare il Modello 730

Come compilare il Modello 730 (Fonte: Wikimedia Commons) - www.infoiva.com

Un pagamento in contanti può far saltare il rimborso: per il 730 la stretta è reale e molti rischiano di scoprirlo tardi.

Ci sono spese che fai quasi in automatico: paghi, prendi lo scontrino, lo infili in tasca e pensi di aver fatto tutto. Poi arriva il momento della dichiarazione e ti aspetti che quel costo “conti” per davvero, tra deduzioni e rimborsi. È qui che nasce l’inganno: non basta avere la ricevuta, perché il problema può essere come hai pagato.

Il contante dà una sensazione di controllo, ma quando si entra nel terreno fiscale diventa spesso un boomerang. Basta una spesa legata al lavoro o a una trasferta, fatta “come sempre”, per ritrovarti davanti a un muro: niente beneficio, oppure un rimborso che non è più un vantaggio ma si trasforma in qualcosa che pesa.

Il punto non è cambiare abitudini per moda, ma evitare la sorpresa più fastidiosa: scoprire che, proprio perché hai pagato in contanti, quel rimborso che aspettavi non vale più o viene trattato in modo diverso da come immaginavi.

Il dettaglio che decide tutto quando chiedi rimborsi

Dal 1° gennaio 2025 è entrata una stretta che mette la tracciabilità al centro: se vuoi far valere certe spese e non perdere il beneficio, il pagamento deve lasciare una traccia. La regola riguarda soprattutto le spese professionali sostenute in Italia per trasferte, viaggi, alberghi, ristoranti e servizi di trasporto come taxi e NCC. In pratica, si salva chi paga con strumenti tracciabili come carta, bancomat, bonifico o applicazioni digitali.

Il cambio si sente anche nei rimborsi: se un dipendente anticipa una spesa di lavoro e la paga in contanti, il rimborso ricevuto può finire per diventare reddito imponibile e quindi essere tassato in busta paga. Sul lato azienda, se il rimborso non è legato a un pagamento tracciato, la spesa rischia di non essere deducibile dal reddito d’impresa, con effetti anche su IRES e IRAP.

Novità in merito al rimborso del 730
Novità in merito al rimborso del 730 (Fonte: Canva) – www.infoiva.com

Le eccezioni che cambiano il finale

Non tutto, però, viene trattato allo stesso modo. C’è una finestra che resta aperta per i mezzi pubblici di linea (come autobus o regionali): in questi casi il rimborso e la deduzione possono continuare anche senza pagamento tracciabile, purché ci sia una documentazione valida, come un biglietto con data, orario, tratta e importo. Un’altra situazione diversa riguarda le spese sostenute all’estero, che possono restare deducibili anche se pagate in contanti, a condizione di avere comunque giustificativi chiari.

Esiste poi un caso in cui il tema della “prova” cambia proprio perché non si ragiona sul singolo scontrino: quando la trasferta è gestita con un’indennità forfettaria e non con un rimborso puntuale, l’azienda può continuare a dedurre il costo senza chiedere al lavoratore una documentazione dettagliata. Ma per tutto il resto il messaggio è semplice: chi continua a usare il contante per le spese “sensibili” rischia di vedere sfumare deduzioni e rimborsi, o di ritrovarsi con un rimborso che, invece di aiutare, diventa un problema.