Stabili i prezzi dei carburanti, ma i sindacati minacciano scioperi

I sindacati dei benzinai sono pronti ad uno sciopero entro la fine dell’anno, se durante la riunione prevista per il 21 novembre a Roma non si risolveranno i problemi del calo dei prezzi e delle accise.

La questione riguarda in particolare il potere sempre più incontrastato delle compagnie petrolifere.
I sindacati, infatti, denunciano: “consumi in caduta verticale; prezzi dei carburanti ed accise costantemente ai massimi storici; politiche delle compagnie petrolifere che colpiscono duramente una intera categoria di lavoratori attraverso discriminazioni sui prezzi, erosione dei margini, marginalizzazione del ruolo dei gestori“.

Questa situazione ha portato già diverse migliaia di gestori a chiudere le loro imprese, e sembra che le cose siano destinate a peggiorare, considerando che l’indebitamento nei confronti di banche e petrolieri ha ormai superato i 300 milioni di euro.

Per quanto riguarda la situazione di oggi, dopo che nel fine settimana IP e Tamoil si sono distinte con aumenti su gasolio e benzina, il panorama nazionale si presenta stabile perfettamente in linea con la situazione mondiale.

Ad eccezione dei rialzi da parte dei marchi che hanno aumentato i prezzi raccomandati, si può dire che nulla sia cambiato, anche se le “punte“ oggi sono in lieve aumento.
La benzina, infatti, è a 1,880 euro/litro, il diesel a 1,792 mentre scende il Gpl (0,912).
Le medie nazionali a loro volta si posizionano a 1,818 euro/litro per la verde, 1,768 per il diesel e 0,875 per il Gpl.

A livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina in modalità servito va oggi dall’1,802 euro/litro di Esso ed Eni all’1,818 di IP (no-logo a 1,681).
Per il diesel si passa dall’1,742 euro/litro ancora di Esso all’1,768 di IP (no-logo a 1,619).
Il Gpl infine e’ tra 0,858 euro/litro sempre di Esso e 0,875 di Tamoil (no-logo a 0,824).

Vera MORETTI