Partita Iva, pro e contro 2021

Conviene aprire una partita IVA?

Oggi andremo a scandagliare in maniera esaustiva in cosa consiste aprire una partita IVA nel 2021. In poche parole, quali sono i pro e i contro nell’ aprire una partita IVA in un’annata così nefasta come quella che stiamo vivendo, sul piano sociale e economico, negli ultimi mesi.

Partita IVA: aprirne una nel 2021

Per chi decide di aprire partita IVA è già di per sé un incognita, ma in tempi assai sciagurati e incerti come quelli del 2021, i dubbi aumentano. Quindi, per coloro che decidessero di aprire una partita IVA nel 2021, soprattutto da freelance, da professionisti, artigiani o commercianti, si deve valutare attentamente se optare per il regime forfettario o meno. Diciamo subito che la risposta è sì.

Di fatto, l’opzione di regime forfettario consente, come accadeva anche in passato di risparmiare in buona dose. Quindi, il risparmio fiscale che ne consegue è dovuto ad un tipo di tassazione più bassa che, durante l’anno, comporta meno spese o comunque di contenerle maggiormente.

Partita IVA in regime forfettario, di cosa si tratta?

Iniziamo, innanzitutto col dire cosa intendiamo quando parliamo di partita IVA in regime forfettario.

Il regime forfettario non è altro che un regime fiscale ideato per le partite IVA individuali e che porterà ad un considerevole risparmio fiscale ed anche contabile. Attualmente, possiamo dire che esso è l’unico regime che permette di avere agevolazioni rispetto al regime ordinario.

Alcuni anni fa erano pochi i soggetti che potevano avere i requisiti giusti per poter rientrare in questo particolare regime fiscale in quanto esso prevedeva limiti di ricavo compresi tra i 15.000 e i 40.000 euro e inoltre veniva escluso:

  • chi avevano speso più di 5.000 euro lordi per collaboratori o lavoratori dipendenti;
  • chi per ammortamento di beni strumentali avevano speso più di 20.000 euro.

Ma, in questo ultimo periodo la cosa è abbastanza cambiata. Nello specifico, in questo 2021 troviamo la situazione che segue.

Per coloro che oggi svolgono, infatti, attività di freelance, soprattutto nel campo del digitale, come ad esempio chi vuole aprire una start up, ma anche chi è un professionista o un artigiano, aprire una partita IVA con regime forfettario non solo conviene ma è la scelta più adatta da fare in questo preciso momento storico che stiamo vivendo.

La partita IVA in regime forfettario è l’ideale per tutti coloro che vogliano dare una svolta alla propria attività lavorativa o che vogliono intraprendere un nuovo percorso, potendosi adeguare alle nuove realtà e prospettive di lavoro.

Va, inoltre detto che nel 2021 non ci sarà l’obbligo di emettere fattura elettronica la quale resterà una scelta a discrezione del possessore di partita IVA.

Quali sono i pro e i contro di una partita IVA in regime forfettario?

Detto ciò, come ogni cosa vi possiamo trovare dei pro e dei contro. Andiamo a vedere, in questo caso quali possono essere vantaggi e svantaggi, nell’ aprire partita IVA in regime forfettario.

Volendo considerare i pro di tale apertura, andremo a vedere che essi consistono nel non avere paletti o limiti di età e non c’è alcun obbligo di fatturazione elettronica. Inoltre, qualora si iniziasse una nuova attività o una start up, per i primi 5 anni l’imposta sarà del 5% per poi passare successivamente al 15% dal sesto anno in poi e in ultimo non va inserita l’IVA in fattura.

Tuttavia, come detto ci possono essere anche degli svantaggi. O, per meglio dire dei contro. Ad esempio, non si possono scaricare tutte le spese, ma solo alcune di esse che verranno ricavate dal coefficiente di redditività. Troviamo, poi, vari paletti, come per il tetto massimo di 65,000 euro di fatturato e 20,000 euro di spese massime per i collaboratori.

Aprire una partita IVA con regime ordinario semplificato

Abbiamo, ad ogni modo un’ altra opzione per aprire partita IVA, diversa dal sistema ordinario. Si tratta della partita IVA con regime semplificato.

La partita IVA con regime semplificato, è un tipo di regime ordinario che si applica però a tutti quei lavoratori autonomi o alle società di persone, il cui reddito non dovrà superare i 400.000 euro, se si ha un’impresa di servizi o i 700.000 euro, per le attività di cessione di beni.

In questo tipo di regime il reddito si determina, diversamente da come accade con quello ordinario, in cui il reddito è determinato in base al regime di competenza, in base al principio di cassa.

Pertanto, qualora nel regime di competenza venissero incluse nel calcolo del reddito tutte le entrate e le uscite riferite a quel determinato anno fiscale senza tener conto del momento preciso in cui avviene l’incasso o il pagamento, nel principio di cassa verranno oltremodo considerati solo ed esclusivamente quei costi e quei ricavi che avranno avuto una manifestazione finanziaria in quell’anno. 

Dunque, ora che per dettaglio, sapete come regolarvi, non vi resta che stabilire, quale partita IVA aprire nel 2021. Non vi resta che augurarvi buona fortuna, rimboccarvi le maniche e avviare la vostra nuova attività col regime che preferite. Sperando di uscire, quanto prima, dal regime sanitario che ha determinato e oppresso questo biennio 2020 e 2021.

Informazioni su Davide Scorsese 136 Articoli
Appassionato di scrittura, ho collaborato per diverse testate online tra le quali ricordiamo BlastingNews.com e NotizieOra.it. Ama cinema e scrittura, fin dalla tenera età, studia recitazione e consegue una formazione attoriale nei teatri off partenopei.