Sono protestato, posso aprire partita Iva?

E’ una annosa questione quella che andremo a sviscerare in questo essenziale articolo. Molti si chiedono se posso aprire una partita iVA, essendo protestato. Quindi, come rimettersi in sesto con una nuova attività. Scopriamolo assieme.

Come avviare nuova attività se si è protestati

Partiamo col dire che nel momento in cui si decide di avviare una nuova attività, si deve prestare una adeguata attenzione ad eventuali debiti pregressi accumulati o vi siano state precedentemente situazioni di insolvenze e mancati pagamenti di cui abbiamolasciato traccia nei registri pubblici.

E’ ad ogni modo possibile avviare l’attività, ma sarà bene prestare attenzione a seconda che ci si trovi in una delle seguenti situazioni: cattivi pagatori o protestati o se si è stati dichiarati falliti. 

Andiamo a vedere, però nel caso specifico cosa accade nel caso in cui si è protestati

Come si finisce per essere “protestato”?

Innanzitutto, dunque, chiariamo cosa si intende per “protestato” e come lo si diventa.

La condizione di protestato potremmo definirla più grave di quella di un “cattivo pagatore”, sebbene le due condizioni non siano necessariamente separate. Quindi, specifichiamo che si diventa protestati in determinate occasioni:

  • Quando non si è stati in grado di onorare un pagamento sotto forma di titolo di credito.
  • Quando viene emesso un assegno o una cambiale a favore di un terzo, al momento della scadenza il terzo presenta il titolo per incassarlo. Qualora il pagamento dovesse essere rifiutato, il creditore è autorizzato a procedere nei confronti del debitore con l’atto di protesto, indipendentemente dal motivo per il quale il pagamento è stato rifiutato

Sostanzialmente, con l’atto di protesto si intende un atto pubblico, ed esso comporta lo stesso valore di un decreto ingiuntivo. Tale atto viene registrato nel registro informatico dei protesti alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura.

E’ possibile cancellare un atto di protesto? E in che modo?

Sarà possibile eliminare un protesto nel caso in cui l’iscrizione è illegittima o sia conseguenza di un errore o se si è ottenuta la riabilitazione dal giudice.

Come fare richiesta di annullamento è presto detto. La tale domanda si deve presentare presso il Registro informatico della Camera di Commercio allegando, a differenza dei vari casi le seguenti informazioni:

  • Decreto di riabilitazione, copia conforme all’originale rilasciato dal Tribunale, nel caso di assegno protestato poi onorato con conseguente richiesta di decreto di riabilitazione;
  • Documentazione che comprovi l’erroneità o l’illegittimità, nel caso di un protesto illegittimo;
  • La ricevuta del pagamento effettuato per la cambiale protestata, nel caso in cui vi fosse in nuce una cambiale protestata o comunque altri titoli che non richiedono specificamente il decreto di riabilitazione.

Molti si chiedono se per cancellare un protesto occorre pagare qualcosa o meno. Ci sono, ma sono praticamente minimi.

I costi per la cancellazione di un protesto, potranno essere i seguenti:

  • 2 euro per la visura protesto
  • 5 euro per il costo del certificato di esistenza in vita del protesto
  • 8 euro inerenti ai diritti di segreteria
  • 16 euro di imposta di bollo
  • 16 euro di ulteriore bollo per il certificato esistenza in vita

E, dunque, in ultimo ma non ultimo veniamo alla questione più attesa per chi ha ottenuto un fastidioso protesto.

Come aprire nuova attività per protestati: Conti correnti per le aziende protestate

Diciamo che il primo fastidio per coloro che hanno ricevuto un protesto, sarà certamente con le banche. Dunque, chi è protestato e ha intenzione di aprire un nuovo conto corrente, dal primo gennaio 2020 può aprire in banca e Poste Italiane un conto corrente. Tale tipo di conto corrente offrirà un numero di operazioni sufficiente a coprire l’uso personale da parte del cliente consumatore. Una sorta di conto corrente apposito per i “protestati”. Le operazioni e i servizi che si potranno trovare inclusi nei conti correnti per le aziende protestate comprenderanno le seguenti funzioni:

  • Naturale apertura, gestione e chiusura del conto corrente;
  • Accreditamento di fondi sul conto corrente compreso accredito di stipendio e pensione);
  • prelievo di contante all’interno dell’Unione europea;
  • Possibilità di addebiti diretti, da usufruire anche online nell’ambito dell’Unione europea;
  • Ed ovviamente i bonifici.

Non sarà invece possibile emettere assegni.

Tuttavia, sarà opzionabile per la banca o per Poste italiane rifiutare la richiesta di apertura di un conto di base che comprenda i servizi elencati poco sopra, qualora il consumatore (protestato) sia già titolare in Italia di un conto corrente che gli consenta di utilizzare le operazioni e i servizi inclusi nel conto corrente di base.

Questo è quanto c’era da sapere sulla labile condizione di protestato. Come visto, nulla è perduto e per ogni protestato c’è possibilità di rinascita con una nuova attività. Non chi è protestato, ma chi si ferma è perduto.

 

Informazioni su Davide Scorsese 141 Articoli
Appassionato di scrittura, ho collaborato per diverse testate online tra le quali ricordiamo BlastingNews.com e NotizieOra.it. Ama cinema e scrittura, fin dalla tenera età, studia recitazione e consegue una formazione attoriale nei teatri off partenopei.