Detrazioni familiari a carico per lavoratore in disoccupazione: come funziona?

Cumulo detrazioni lavoro autonomo e dipendente
Cumulo detrazioni lavoro autonomo e dipendente

In questa rapida ed esaustiva guida, andremo a vedere come funziona per un lavoratore in disoccupazione la detrazione dei familiari a carico. Scopriamolo assieme, rispondendo ai più comuni quesiti.

Detrazioni familiari a carico, di cosa si tratta

E’ bene sapere che tutti i familiari con reddito inferiore a 2.840,51 euro sono considerati a carico. Ogni contribuente che abbia dei familiari a proprio carico può godere di un beneficio fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi. Ecco di cosa si parla, quando si fa riferimento ai familiari a carico. Va aggiunto che sono considerati a carico il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; od anche i figli anche adottivi, gli affidati; dunque, gli altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi con il contribuente.

Ad esempio, per quanto riguarda i figli che abbiano un’ età non superiore a 24 anni, dal 1° gennaio 2019 questo limite è aumentato a 4.000 euro. La detrazione di base per i figli a carico è attualmente pari a 1.220 euro, per il figlio di età inferiore a tre anni. Mentre si parla di 950 euro, se il figlio ha un’età pari o superiore a tre anni.

Per lavoratore in disoccupazione, quali sono le detrazioni

La domanda più frequente, in caso di disoccupazione è come poter detrarre pur non lavorando.

La risposta, presto detta, è che nei casi in cui non sia previsto l’obbligo di presentazione è possibile ugualmente effettuare la dichiarazione dei redditi. Quindi, il contribuente disoccupato può dichiarare in questo modo le spese che ha sostenuto ed ottenere i rimborsi Irpef secondo quanto prevede la normativa fiscale.

Una domanda assai d’uso in questi casi riguarda la compilazione del modulo per le detrazioni. Andiamo insieme a vedere, dunque come procedere in tal senso.

Come compilare il modulo delle detrazioni

Va subito detto che il modulo di richiesta delle detrazioni di imposta è un modulo piuttosto semplice, il quale può essere compilato autonomamente dal richiedente, senza usufruire assolutamente dell’aiuto di un esperto in materie fiscali. Il modello dovrà essere compilato in ogni sua parte e dovrà necessariamente essere consegnato al datore di lavoro per la richiesta delle detrazioni riconosciute in base al reddito percepito ed alla composizione del nucleo familiare.

Il modulo delle detrazioni si compone di alcune sezioni, che andiamo ad analizzare in dettaglio di seguito.

Innanzitutto, occorre compilare la parte inerente ai propri dati anagrafici, quindi quella legata alla residenza e al domicilio. Nella sezione dedicata alle detrazioni sarà particolarmente importante barrare nella maniera corretta le caselle relative alla richiesta di detrazioni per lavoro dipendente. Le opzioni previste sono le seguenti:

  • SI, se non si percepiscono queste detrazioni da parte di altro datore di lavoro o ente pensionistico,
  • NO,  qualora nello stesso periodo di lavoro, si percepiscono queste detrazioni da parte di altro rapporto di lavoro o di pensione. Ad esempio, un soggetto che percepisce sia redditi da lavoro dipendente che da pensione, dovrà chiedere l’applicazione delle detrazioni ad uno solo dei sostituti di imposta.

Detrazioni per i familiari a carico

Dunque, occorrerà compilare la parte inerente ai propri familiari a carico. Vediamo come fare.

Dalla ritenuta di acconto lorda che ogni lavoratore dipendente subisce, sarà possibile portare a riduzione le detrazioni di imposta, determinando così il valore dell’imposta netta. Tra le detrazioni fiscali cui possono beneficiare i lavoratori dipendenti (anche momentaneamente in disoccupazione) vi è anche quella legata ai familiari fiscalmente a carico. Dunque, sono considerati soggetti fiscalmente a carico, al fine fiscale, quei familiari il cui reddito annuo, come detto anche sopra, non supera €. 2.840,51:

  • Il coniuge se non è legalmente ed effettivamente separato;
  • I figli, naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati anche se non conviventi con il contribuente che sostiene il carico fiscale;
  • Gli altri familiari di cui all’articolo 433 del codice civile devono convivere con il contribuente che sostiene il carico fiscale oppure ricevere da questi assegni alimentari non risultanti da provvedimento dell’Autorità giudiziaria. Quindi, come detto, nuore, generi, genitori e suoceri o quant’altro.

In ultimo, va ricordato che la domanda per la richiesta delle detrazioni di imposta dovrà essere presentata al datore di lavoro al momento dell’assunzione o all’ente pensionistico al momento della domanda di pensione.

Per i lavoratori in disoccupazione, in tal caso, andrà compilato il modello 730 senza sostituto di imposta. Rispetto al modello basico non cambia nulla, si utilizza lo stesso modello 730, solo che al posto di indicare le generalità del datore di lavoro, si andrà a barrare la casella di assenza sostituto di imposta. E non andrà a cambiare nulla dal punto di vista delle scadenze, poiché si seguono le regole generali del modello 730 classico, così come restano invariate le medesime detrazioni.

Dunque, alla fine della fiera, questo è quanto vi fosse di più necessario ed importante da sapere sulla questione delle detrazioni e come effettuarne richiesta, per i propri familiari a carico, per chi è disoccupato.

Informazioni su Davide Scorsese 119 Articoli
Appassionato di scrittura, ho collaborato per diverse testate online tra le quali ricordiamo BlastingNews.com e NotizieOra.it. Ama cinema e scrittura, fin dalla tenera età, studia recitazione e consegue una formazione attoriale nei teatri off partenopei.