Green pass: il Tar Lazio accoglie ricorso, lo stipendio va pagato ai sospesi?

obbligo vaccinale

In via del tutto temporanea, al lavoratore che è stato sospeso perché privo del Super Green Pass e quindi non vaccinato, deve essere liquidato metà dello stipendio spettante per tutto il periodo di sospensione. Questo è ciò che ha stabilito il Tar del Lazio. Il Ministero in questione, sostituto di imposta del lavoratore che ha impugnato il provvedimento di sospensione, deve provvedere a pagare il 50% della retribuzione. Si tratta di uno dei primi provvedimenti, anche se non l’unico, in materia. Un provvedimento che di fatto manda per aria i decreti del governo. Anche se si tratta di un provvedimento del tutto provvisorio, come vedremo in seguito. Al momento però va sottolineato questo orientamento. L’importanza dell’atto è che va a minare la sicurezza con cui il governo ha imposto le regole del Green Pass per lavorare.

Anche l’Anief aveva sottolineato l’anomalia che adesso il Tar ha sancito come tale

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio, ha promulgato una ordinanza  che di fatto ribalta l’indirizzo che il governo ha dato all’obbligo vaccinale sui posti di lavoro. Il Tar infatti ha accolto un ricorso promosso da un lavoratore della Polizia Penitenziaria contro la sospensione senza stipendio imposta dal Ministero e confacente a quanto stabilito dai decreti del governo.

Il Tar di fatto ha ordinato al Ministero di pagare lo stipendio al lavoratore ricorrente. Nello specifico,  il Tar ha ordinato di concedere al lavoratore la metà della retribuzione al personale sospeso. Un decisione temporanea,  in attesa dell’udienza pubblica di merito.

Resta il fatto che questa ordinanza mette in discussione più di qualcosa. Il 6 maggio verrà discusso il resto, compresa la presunta incostituzionalità del provvedimento. Potrebbe violare la costituzione la decisione che lascia senza stipendio i lavoratori per il fatto che non hanno voluto vaccinarsi.

L’ordinanza del Tar nel dettaglio, ok anche senza Green pass per i lavoratori?

Il Tar Lazio ha disposto il pagamento della metà della retribuzione al dipendente sospeso senza la cosiddetta dose booster, cioè senza la terza dose di vaccino, necessaria dopo i 6 mesi dalla seconda per continuare ad avere il Green Pass.

La sentenza del Tar, anche se non ancora definitiva, crea un precedente. E adesso tutti i lavoratori che sono stati costretti a rimanere senza stipendio, possono sperare. Lavoratori che per mesi e mesi per non aver adempiuto all’obbligo vaccinale, sono rimasti privi di sostentamento. E che adesso potrebbero seguire la linea del ricorso. Forze dell’Ordine, sanitari e personale scolastico per esempio, sono tra le categorie assoggettate a questo obbligo.

Anche nella scuola ricorsi in arrivo?

Pare che anche Anief sia sul punto di spingere i lavoratori ad aderire a questo genere di iniziativa, a chiedere quindi che quanto stabilito dalla recente ordinanza del Tar si applichi anche a loro. Metà stipendio quindi e non sospensione senza retribuzione come è stato fatto fino ad oggi.

I numeri non sono irrisori visto che secondo le stime si evidenzia che oltre 8.000 tra insegnanti, collaboratori scolastici e amministrativi, sono senza stipendio e sospesi da mesi.

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Sindacalista, operatore di Caf e Patronato, esperto in materia previdenziale, assistenziale, lavorativa e assicurativa. Da 25 anni nel campo, appassionato di scrittura e collaboratore con diversi siti e organi di informazione.