Il bonus patente autotrasporti consente ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni di ottenere il rimborso dei costi sostenuti per il conseguimento della patente per aspitranti autisti. Ecco i dettagli del bonus patente.
Il settore dell’autotrasporto sta vivendo un momento difficile, non solo a causa del caro carburanti che lo sta mettendo in ginocchio, ma anche a causa della mancanza di autisti. Al fine di incentivare i giovani ad entrare in questo settore che può dare anche importanti riscontri economici, si provvede all’erogazione di incentivi, in particolare il bonus patente autotrasporto.
Il bonus patente è stato introdotto per la prima volta con il decreto 121 del 2021 (articolo 1 comma 5 ter). Con l’articolo 10 del decreto Milleproroghe 2022 si provvede al potenziamento di questa misura e di fatto diventa quasi operativa. Nella versione iniziale del provvedimento era previsto un rimborso delle spese al 50% dei costi sostenuti per il conseguimento della patente e di abilitazione alla guida professionale. Inoltre era necessario stipulare entro 3 mesi dal conseguimento un contratto di lavoro come conducente per un’impresa che si occupa di autotrasporti. Il contratto doveva avere una durata di almeno 6 mesi.
Con il decreto Milleproroghe, la procedura è stata resa più snella. Ora è possibile accedere ad un rimborso pari all’85% dei costi sostenuti per un ammontare massimo di 2.500 euro. Non è più necessario stipulare un contratto di lavoro per poter accedere al bonus patente.
In sintesi l’agevolazione è rivolta a persone :
Il contributo sarà attivo per le patenti conseguite dal primo luglio 2022 al 31 dicembre 2026. Si deduce che attualmente ancora non è possibile richiedere il bonus patente anche perché si è ancora in attesa del decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Già da ora è noto che per ottenere il rimborso sarà necessario presentare la domanda telematicamente.
Per il 2022 il budget previsto è di 3,7 milioni di euro, mentre per gli anni successivi sarà di 5,4 milioni di euro ogni anno.
Gli importi non contribuiscono a determinare il reddito imponibile e non devono essere dichiarati ai fini ISEE.
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